La piazza è dei Gilet Gialli, Macron ammaccato


I Gilet Gialli, con l’aiuto dei Black Block, hanno messo di nuovo a soqquadro Parigi, questa volta distruggendo e rapinando. Il ministro dell’Interno francese non ha usato mezzi termini, definendoli assassini, piuttosto che dimostranti o semplici teppisti. Fatto si è che la piazza è loro. Annunciano prove di forza e le mettono in pratica.

Macron è alle corde, ha di nuovo annunciato, dal fondo della sua residua credibilità, misure rigorose. Non crediamo che ne abbia la forza politica. In questo momento, i Gilet Gialli hanno avuto la meglio sulla grandeur di Giove, come Macron amava definirsi (ora, forse, non più). C’era una pentola in ebollizione e Macron non l’ha capito. Il peccato peggiore per un politico, non capire la sua gente, quello che gli accade intorno.

Eletto all’Eliseo dai signori del denaro, grazie al provvidenziale scandalo che ha messo al tappeto il candidato gollista, dato per vincitore fino a poche settimane prima delle elezioni, Macron ha introdotto riforme suggerite dai suoi grandi e danarosi elettori. Ha sbagliato, ha ridotto ancora di più lo spazio vitale dei milioni di francesi che se la passano male e che non gliela hanno perdonata.

Sarà difficile, a questo punto, che la politica sistemi le cose. Né Macron, né il governo sono capaci di togliere le castagne dal fuoco, su cui la concorrenza, a destra e al centro, non cessa di soffiare. L’errore più clamoroso sarebbe per il governo la prova di forza, una via senza ritorno, che porterebbe inevitabilmente alla sfiducia, in Parlamento e nel Paese.

Il popolo francese, tutto sommato, si sente erede di quella rivoluzione che ha introdotto nelle democrazie occidentali i tre pilastri della libertà, dell’uguaglianza e della fratellanza (nazionale).

Sono passati più di 200 anni dal 1789, ma la Marianna è sempre in agguato, e, se deve scegliere, sta dalla parte dei Gilet Gialli. Se Macron non capisce e non si adegua, significa una cosa soltanto. Che i signori del denaro hanno deciso di sacrificarlo.

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*