La condiscendenza dell’Unione Europea per la Cina

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La soluzione politica per Hong Kong non sembra vicina e, purtroppo, nemmeno possibile. Perché i cittadini di Hong Kong sanno che questa è la loro ultima occasione e sono disposti a rischiare molto, se non tutto.

L’alternativa al riconoscimento di un’effettiva autonomia, nel rispetto del motto “one country, two systems”, è la soggezione al governo centrale, dispotico, contrario al rispetto della tradizione di democrazia (relativa), di legalità e di libertà economica dell’ex protettorato britannico. D’altra parte, il governo centrale teme di creare un precedente nel Paese, caratterizzato da numerose etnie, mai veramente unificate. Il braccio di ferro, quindi, è destinato a durare.

La resistenza dei dissidenti è inconsistente sotto il profilo della forza (il governo centrale finora non ha voluto ricorrere alla forza), ma importante sotto il profilo politico. Il mondo osserva e valuta. Se il governo centrale privilegia la forza alla soluzione politica, cosa potrà accadere in futuro, quando la Cina avrà affermato nel mondo la propria presenza di nazione autoritaria, che controlla i propri cittadini ogni dove?

In Italia, ma non solo, la colonia cinese è significativa e influente, sia in provincia, che a Roma e Milano, controlla silenziosamente strati della produzione e del commercio. In Africa, l’estrazione e l’esportazione dei minerali è largamente controllata dal governo centrale cinese, che, tramite gli investimenti mirati e il commercio, influenza le scelte politiche del mondo globalizzato.

Gli obiettivi di protagonismo di Xi Jinping sulla scena mondiale sono possibili, se la strategia è indiscussa, se non si manifestano anime dissidenti, se le risorse di ogni tipo vengono concentrate. La democrazia può essere di ostacolo all’affermazione di un disegno totalizzante, insidiato, tra l’altro, dagli altri due coprotagonisti della scena mondiale: Stati Uniti e Russia, quest’ultima in piena ascesa (al momento).

La scelta per Xi Jinping è tra la crescita dell’impero cinese e il progresso dell’uguaglianza tra cittadini, foriera, nel caso specifico, di possibili frammentazioni interne. In realtà, Xi Jinping ha già deciso, a favore dell’impero. Non deve, però, sbagliare le scelte tattiche, per realizzare il suo disegno. E, in questo, punta sulla neutralità condiscendente dell’Unione Europea, che ha, quindi, una grande responsabilità storica.

Questa Unione Europea, però, a sua volta, ha già scelto, abiurando i principi della sua civiltà, tra cui il diritto, in favore di relazioni privilegiate, per gli esponenti del gruppo di comando in carica. I prossimi anni saranno decisivi per gli assetti geopolitici dei prossimi secoli.

 

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