Italia – Francia, diplomazia del dialogo all’opera

France's President Emmanuel Macron arrives at the Mozarteum University to attend a plenary session part of the EU Informal Summit of Heads of State or Government in Salzburg, Austria, on September 20, 2018. (Photo by Christof STACHE / AFP)        (Photo credit should read CHRISTOF STACHE/AFP/Getty Images)

Le polemiche tra Italia e Francia, che, poi, in realtà sono contumelie, più o meno feroci, scambiate tra capi in testa per motivi politici ed elettorali, continuano. Macron è in piena crisi interna, con i gilet gialli che non accennano a smettere, e, per dare una dimostrazione di forza, ha ritirato l’ambasciatore. Di Maio se ne frega, e, nel suo ruolo di capo del partito (così dice), gli dà tranquillamente del colonizzatore, avendo richiamato l’attenzione del pubblico sul franco delle ex colonie francesi. Anche Salvini non si sottrae all’imperversare delle polemiche.

Diciamo la verità, Macron non avrebbe mai sospettato che da un Governo italiano potessero piovere tante critiche sul suo operato. Le abitudini erano ben diverse. L’Eliseo chiamava e Palazzo Chigi spesso diceva oui, anche quando avrebbe dovuto dire no o, quanto meno, negoziare. Sui negoziati bilaterali degli anni passati, tra Italia e Francia, il pubblico non è mai stato informato dalla stampa.

Evidentemente Palazzo Chigi, in merito, non è mai stato abituato a rilasciare interviste, né comunicati stampa. Almeno, adesso, gli italiani sanno che la Francia non si fa scrupolo di pregiudicare gli interessi italiani in Francia (ad esempio, caso Fincantieri).

Ripicche personali dei personaggi più in vista, a parte, la diplomazia del dialogo ha tanti canali, non ha solo Presidenza del Consiglio (ed Eliseo, come autorità corrispondente) o Ministeri. Ci sono le Autorità del settore economico e finanziario, che dialogano, o dovrebbero dialogare, su questioni di primario interesse dei risparmiatori. Ci sono le Autorità impegnate nel settore della salute dei cittadini europei (farmaci e alimenti). Ci sono le Autorità culturali, dai musei in poi, che scambiano opere e informazioni di interesse dei turisti e degli operatori. Ci sono gli scambi enogastronomici, su cui entrambi i Paesi sono ferrati. La competizione tra bottiglie di vino e di bollicine è accesa, ma finora è stata élégant.

La stampa italiana antigovernativa, che soffia sul fuoco delle polemiche in funzione sostanzialmente anti – italiana, dovrebbe, piuttosto, ricordare ciò che unisce, comunque tenendo presente che il vassallaggio in Europa è stato archiviato da tempo.

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