Italia e Brasile, una cooperazione per lo sviluppo della Difesa


Il ministro della Difesa Guerini, dopo un incontro strutturato con il suo omonimo brasiliano Walter Souza Braga Netto, ha siglato una Lettera d’Intenti tra Italia e Brasile per il rafforzamento nella cooperazione del settore della Difesa.

Il ministro fa sapere che la Lettera tenderà a produrre sviluppi tra i due Paesi, così da concretizzare molte opportunità. Tra le principali: il Libano (dove Italia e Brasile sono impegnati con la missione UNIFIL), l’industria del settore della Difesa e la cooperazione in seno alle Nazioni Unite.

L’attenzione però è stata riservata prevalentemente per la cooperazione industriale. In tale ambito, la Lettera d’Intenti avrà lo scopo di “assicurare la piena disponibilità e la massima collaborazione governativa, anche in modalità Gov-to-Gov, nell’analisi di soluzioni congrue e di qualità che possano essere presentate dalle nostre imprese di settore”, così dichiara il Ministro Guerini, aggiungendo anche che l’accordo aiuterà a compiere ulteriori passi in avanti nell’ottica di “una cooperazione già solida e concreta che potrà trovare ulteriori opportunità di sviluppo nel quadro di un possibile partenariato strategico di medio-lungo periodo”.

Si è sottolineata anche la presenza di molte industrie italiane di settore presenti in Brasile, evidenziando che queste potranno essere un volano di sviluppo del Paese Sudamericano non solo in termini di Difesa, ma anche per il settore del lavoro e lo sviluppo economico brasiliano.

Il rafforzamento cooperativo tra i due Paesi si inserisce da un lato nel progetto di crescita dell’industria della Difesa avviato in Italia dal Ministro Guerini già qualche mese fa (anche con un’apposita direttiva, per approfondire: La prima direttiva per l’industria della Difesa), dall’altro riporta alla luce la presenza italiana in Sud America, anche per quanto riguarda l’industria civile, come il gruppo FCA, TIM, Pirelli, Ferrero, Luxottica, Prada, Generali Assicurazioni e tantissime altre che non solo creano offerta di lavoro, ma contribuiscono allo sviluppo di servizi essenziali per il Brasile ed altri Paesi dell’America Latina, consentendo una base operativa economica oltre oceano per l’Italia, aumentandone la “brand reputation” sul piano internazionale sia pubblico che privato.

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