Guerra di spie

spie

L’attività di intelligence è aumentata, nel mondo e in Italia, da quando gli equilibri di potenza sono cambiati, in seguito alla caduta del Muro di Berlino e alla globalizzazione. Durerà a lungo, finché non si sarà affermato un nuovo assetto. Vicino e Medio Oriente sono il fulcro della belligeranza a medio – alta intensità, che produce conseguenze riflesse in Europa e vantaggi o svantaggi in America e in Cina. Altri protagonisti minori concorrono agli avvenimenti in Africa e nel Lontano Oriente.

Coprotagoniste della Politica e delle Armi sono le spie, che informano, disinformano e depistano, strutturate negli apparati statali o assoldate all’occasione. Alberto Negri, giornalista del Sole 24 Ore, esperto di Vicino e Medio Oriente, sostiene che i giornalisti sono pedine ideali di questa guerra nascosta. Purtroppo Stati Canaglia e Bande Armate la pensano allo stesso modo e non è un caso che, dopo militari e contractors, i giornalisti siano, a torto o ragione, tra le vittime predestinate delle attività di belligeranza. Si muovono con libertà relativa, per il ruolo svolto, funzionale, di fatto, alle ragioni di tutte le parti in conflitto, nei territori interessati dagli scontri e hanno contatti con tutti. Il rischio è il doppio gioco, non necessariamente volontario.

Un tempo le notizie dal fronte erano vagliate dalle autorità militari. In teoria, oggi questo, nei Paesi occidentali, caratterizzati dalla libertà dell’informazione, non è più possibile. La riservatezza è, però, garantita, di fatto, dall’eccesso e dalla diversità dell’informazione, quel tanto che basta per superare il momento critico. Non abbiamo notizie sulle attività di classificazione, ma riteniamo che le esigenze tra parti in conflitto e anche tra alleati siano divergenti, ben potendo essere top secret, per una certa parte, un evento o l’interpretazione di un evento che, per un’altra parte, meritano, per le ragioni opposte, ampia divulgazione. L’attività di spionaggio non si esaurisce, tuttavia, in territorio estero, realizzandosi anche nel territorio nazionale, in danno o a tutela degli interessi nazionali. In Italia c’è una lunga tradizione.

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

Leggi gli altri articoli
bengasi
Politica Estera / Autunno arabo