Germania nella tempesta


La Germania non se la passa bene, per una serie di concomitanze assai scomode. La politica interna è seriamente indebolita dal declino di Angela Merkel, che, però, non molla, dalla mancanza di un partito di maggioranza e dalle difficoltà di alleanze tra i partiti, oltre che dalla recessione dell’industria meccanica e dall’equilibrio incrinato tra le due anime del Paese, sempre combattuto tra Est e Ovest. La Merkel è stata una ragazza dell’Est, sospettata all’inizio della sua carriera politica, nel corso dell’unificazione delle due Germanie, che potesse avere qualche scheletro nell’armadio. La protezione di Helmut Kohl, gigante della politica e mentore della riunificazione, l’ha sottratta al sospetto, e lei non ha ricambiato. Kohl è morto con l’immagine compromessa da una campagna di stampa ingenerosa. Lì per lì, nessuno se n’è dato pensiero. Ma, in seguito, lo scandalo ha gettato un’ombra sulla riunificazione. L’asse franco – tedesco ne ha risentito a sua volta. La politica avventurosa di Sarkozy, che ha contribuito ad alterare gli equilibri nel Mediterraneo con la campagna libica del 2011, non ha aiutato. L’uscita della Gran Bretagna, pessimamente gestita da entrambe le parti, incrina ulteriormente l’equilibrio europeo e interno tedesco, ben più esposto di quello italiano. Con il coronavirus, che incalza anche in Germania, la tempesta rischia di diventare perfetta. Non ne siamo lieti. Noi siamo fan di un’Europa coesa, capace di farsi valere nel mondo. Ma il gruppo di comando insediato a Bruxelles, ansioso di agire scevro da legami, autoreferenziale, è lanciato da tempo in una corsa solitaria verso la Cina, che sconcerta gli Stati Uniti, alleati naturali dell’Europa almeno dalla Guerra Fredda in poi, e perfino la Russia, che sull’Europa lancerebbe volentieri un’Opa. I tedeschi non sono tipi da riconoscere facilmente i loro errori. E, come ognuno sa, sono rigorosi, soprattutto con gli altri. Mentre la politica vuole anche il compromesso di interessi. L’Italia, in questa situazione, potrebbe conquistare qualche posizione. Ma il Governo dovrebbe fare la sua parte.

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