Europa baricentro di equilibrio geopolitico


Non ha sbattuto la scarpa sul tavolo come Kruscev nel 1960 soltanto perché non si trovava all’Onu, ma al Cremlino. Di certo, però, non l’ha mandata a dire, Lavrov, ministro degli Esteri russo, all’Unione Europea e alla Germania, in particolare, rivolgendosi ad Angela Merkel. La cui celebrata intelligenza politica soccombe nel confronto con l’orso russo, che, a fauci spalancate, minaccia di mordere la Germania e di far saltare il tavolo degli equilibri geopolitici. Con qualche distinguo, che potrebbe aprire a negoziati bilaterali.

L’oggetto dichiarato del conflitto è l’incarcerazione di Navalny, avversario di Putin, che, nel pregiudizio del Cremlino, viene considerato un agente sovversivo dell’Occidente. In effetti, non sarebbe una novità assoluta. Non dimentichiamo che Lenin è stato cullato a lungo dalla democrazia occidentale in funzione anti zarista. Quando gli appetiti inglesi e tedeschi spaziavano dall’Africa all’oriente, passando per l’Europa occidentale e orientale.

 Ma i tempi sono cambiati. Lo scacchiere è globale. Nel Pacifico la Cina non è più l’argine del dilagante imperialismo giapponese. E’ essa stessa un impero, insidioso per gli Stati Uniti e per l’Europa. Tanto più che le armate ora sono digitali e biologiche, oltre che navali, aeree e spaziali.

La Merkel vuole chiudere in bellezza la sua carriera politica? Capisca che non è più aria di pangermanesimo e smetta di fomentare conflitti intra ed extra europei che non può dominare. Nell’interesse della Germania, dell’Unione Europea e del suo ritratto nel pantheon degli statisti tedeschi.

Biden, alle prime armi come presidente chiamato ad esercitare scelte in prima persona nel 2021, a distanza di 5 anni dall’era Obama, assumendosi la responsabilità davanti alla storia e al popolo americano, deve rivedere l’alleanza tra democratici e finanza e decidere se rinunciare alle fantasie clintoniane di un impero di carta. In favore di una rinnovata politica di alleanze strategiche, in cui l’Europa e l’Italia, pur con le sue evidenti debolezze, possono continuare a svolgere il tradizionale ruolo di baricentro degli equilibri mondiali. Nell’interesse dell’umanità.       

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