ELEZIONI DI SANGUE IN AFGHANISTAN: 50 LE VITTIME DI ATTACCHI MENTRE SI RECAVANO ALLE URNE

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Nello scorso weekend, tra il  20 e il 21 ottobre,  si sono svolte in Afghanistan le elezioni parlamentari, per eleggere i 250 membri del Wolesi Jirga, la camera bassa del Parlamento,  i cui deputati resteranno in carica per 5 anni.

I riflettori erano puntati da tempo su questo fatidico momento per il Paese, che versa in una situazione civile e politica  a dir poco complessa. Sono state le prime elezioni avvenute dal 2014, anno in cui è terminata la missione della NATO in Afghanistan, ma si è trattato anche del primo tentativo di voto dopo la riforma del sistema elettorale, varata dal governo in uscita.

Un voto atteso da tre anni, dalle ultime elezioni presidenziali del 2015, rimandato più volte a causa del clima di insicurezza per gli attentati dei talebani e dell’ISIS (due presenze ancora forti sul territorio) e per le difficoltà nel creare le condizioni per un voto regolare.  Paure che, purtroppo, si sono rivelate premonitrici.

Sono state 50 le vittime di attacchi da parte dei ribelli, nelle sole giornate di sabato e di domenica, proprio durante le votazioni.  Già nelle scorse settimane i talebani avevano ucciso una decina di candidati e commesso vari attentati. Per ultimo, l’attentato di domenica, nel quale hanno perso la vita 11 persone, tra cui 6 bambini,  a seguito di un’esplosione di un ordigno piazzato sul ciglio di una strada nella provincia di Nangarhar.

Nonostante questo, circa la metà degli aventi diritto si sono recati alle urne per votare il proprio candidato , affrontando, in molti casi, file lunghissime per le inefficienze del sistema.

Senza calcolare l’alto numero di seggi elettorali rimasti chiusi, proprio a causa dei problemi di sicurezza. Ed il fatto che, in alcune regioni, le elezioni non si sono tenute affatto: come nel Kandahar, a sud del Paese, dove le consultazioni sono state posticipate alla settimana prossima a causa dell’omicidio del comandante della polizia locale, il generale, Abdul Raziq, ucciso dai talebani giovedì scorso. Così come  nella regione di Ghazni, ad est, controllata dai ribelli.

Le elezioni in Afghanistan in un’infografica di Al Jazeera
Le elezioni in Afghanistan in un’infografica di Al Jazeera

 

Un momento importante e delicato dunque, per un Paese ancora nel pieno del caos, politico e civile. Non bisogna dimenticare infatti, che le ultime elezioni presidenziali del 2014 avevano portato l’Afghanistan vicino alla guerra civile, risolta,  anche grazie all’intervento degli Stati Uniti, con un governo di unità nazionale, che ha visto i due concorrenti, Abdullah Abdullah e Ashraf Ghani, nei ruoli di primo ministro e di Presidente.

Per i risultati, comunque, bisognerà attendere almeno un paio di mesi, in quanto le autorità avranno tempo fino al 20 dicembre per rendere noti i dati definitivi (mentre per i risultati preliminari bisognerà aspettare il 10 novembre). Anche in questo caso infatti, le molteplici inefficienze di sistema giocano il loro ruolo. In un contesto territoriale lacerato dai conflitti, in cui nessun risultato può essere dato per scontato.

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