ELEZIONI IN ISRAELE: SCONTRO TRA NETANYAHU E GANTZ PER LA GUIDA DEL PAESE

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Urne aperte in Israele. Al via questa mattina le elezioni politiche per rinnovare il Knesset, il Parlamento unicamerale israeliano, incaricato di dare la fiducia al prossimo governo. A sfidare la leadership del premier uscente, Benjamin Netanyahu, al suo quarto mandato consecutivo, è Benny Gantz, ex capo di Stato maggiore, oggi alla guida del Partito centrista ‘Bianco-Blu’ (dai colori della bandiera israeliana).

Un voto anticipato, dopo la crisi di governo dello scorso novembre causata dalle dimissioni del ministro della Difesa Lieberman, ma anche dalle indagini della magistratura avviate nei confronti di Netanyahu, per corruzione. Per queste ragioni, il voto di quest’oggi, si preannuncia come un vero e proprio referendum sull’operato del primo ministro uscente, capace, negli ultimi mesi, di tessere alleanze internazionali – con Trump, prima di tutto, ma anche di strizzare un occhio a Putin – e di proporsi come unico politico capace di mantenere la sicurezza nel Paese.

Certo, perché la sicurezza resta una gravosa questione, per un paese come Israele, perennemente in guerra. Eppure il conflitto palestinese è stato abilmente posto in secondo piano durante la campagna elettorale, per lasciare il posto alle altre problematiche e polemiche interne, come le accuse di corruzione del primo ministro.

Sull’argomento i due leader hanno assunto posizioni e atteggiamenti diversi: da una parte Netanyahu ha promesso, qualora sarà rieletto, di estendere la sovranità, a partire dagli insediamenti in Cisgiordania, dall’altra Gantz che, con maggiore cautela, ha parlato di “separazione” tra i due Stati, adottando una linea più morbida e promettendo una maggiore apertura al dialogo e alla negoziazione con la Palestina.

Gli ultimi sondaggi danno un testa a testa tra i due partiti, con un leggero vantaggio per il partito Bianco-Blu. Al di là dei pronostici, però, è improbabile che uno dei due leader raggiunga una vittoria netta, capace di governare con una maggioranza stabile. Sarà necessaria un’alleanza con le altre forze in campo, molto più agevole per Netanyahu che, nei suoi ultimi mandati, ha saputo aprirsi la strada. Quel che è certo è che il profilo politico israeliano, così come in altre nazioni del mondo, è destinato a spostarsi sempre più verso destra.

Un voto, dunque, che riguarda ben più di un semplice cambio di governo, il cui esito impatterà sull’equilibrio internazionale, e sulle sorti di un paese straziato da un conflitto lungo decenni. I primi exit poll alla chiusura dei seggi, alle 21 di questa sera.

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