Elezioni, Francia: destra e sinistra tutto da rifare


L’esito era scontato.

L’incoronazione di Macron si deve all’insuccesso di Fillon (boicottato al momento giusto) che ha reagito con piglio e capacità, ipotecando un pezzo della prossima Assemblea legislativa. Se, nel frattempo, non ci sarà un sommovimento politico. Marina Le Pen ha capito ed è già partita al contrattacco con la proposta della coalizione di Destra a pochi minuti dall’esito del voto. Con ciò, scompigliando le carte e attribuendo a Macron un’aura di Sinistra. Nella sua prospettiva una mossa vincente. Ma che, in realtà, dovrà passare il vaglio delle urne, in seguito ad una campagna elettorale complicata, in cui i francesi si chiederanno cosa sono, oggi (con qualche anno di ritardo), la Destra e la Sinistra in Francia e in Europa. Perché una gran parte dell’elettorato del Fn è composta da operai in piena sindrome di sfruttamento e disuguaglianza (del tutto giustificata), consapevoli che Macron e il suo gruppo di appartenenza non potranno offrire le risposte che il ceto più svantaggiato richiede.

Come sta già accadendo in America. I poveri, soprattutto i nuovi poveri, quel ceto piccolo e medio borghese, che fino a pochi anni fa era in ascesa sociale ed economica, deve staffilare il Potere per avere qualche risposta. E in America o in Francia chi può staffilare il Potere? Marina Le Pen si propone, ma deve mettere insieme Tradizione e Progresso, operazione non semplice in poche settimane, smentendo quella parte del messaggio elettorale della campagna presidenziale in cui i valori del Progresso sono stati attenuati. Il problema della legalità in Francia è meno avvertito, che in Italia. Ma, anche lì, le disuguaglianze non sono il frutto di una applicazione rigorosa di leggi teoricamente impostate ai tre grandi principi della Rivoluzione francese: Liberté, Fraternité, Egalité. Tuttora molto sentiti.

Le disuguaglianze, in Francia, come in Italia, sono il frutto di inerzie e negligenze amministrative e giudiziali, che si possono smontare, con il sostegno della Stampa e della parte migliore dell’Alta Dirigenza Pubblica, che comprende la magistratura e che rispetta i valori e i principi della Costituzione riflessi nell’Ordinamento Giuridico. Mai come oggi l’intreccio tra Politica e Diritto è necessario, ma non sembra che i leader se ne siano accorti. La risposta negli anni 20 e 30 in Italia, Germania, Spagna e nella stessa Francia (Governo di Vichy) è stata il nazionalismo sociale, variamente interpretato. Si sa come è andata a finire.

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