ELEZIONI IN FINLANDIA: LA SINISTRA VINCE PER UN SOFFIO CONTRO L’ESTREMA DESTRA ALLEATA DI SALVINI

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Il Partito socialdemocratico (Sdp) ha vinto per un soffio le elezioni politiche tenutesi ieri in Finlandia e potrebbe tornare al governo dopo 20 anni di sconfitte. Il vantaggio sui Veri Finlandesi, il partito sovranista di estrema destra, è di solo uno 0,2% (il 17,5% dei voti contro il 17,7% dei socialdemocratici), ma questa frazione di punto gli basta per attestarsi vincitori e guadagnare un seggio in più in Parlamento: 40 seggi infatti, secondo i calcoli dei media locali, andranno ai socialdemocratici e 39 ai Veri Finlandesi, su un totale di 200.

Una vittoria in bilico, dunque, che fotografa una situazione politica estremamente frammentata, che non permetterà comunque al partito di sinistra, guidato da Antti Rinne, una maggioranza stabile in Parlamento. Sarà necessario raggiungere un’alleanza e cercare faticosi compromessi con gli altri partiti, ai quali i seggi saranno così distribuiti: 37 ai conservatori di Coalizione nazionale (al terzo posto), 30 seggi al partito del Centro dell’ex premier Juha Sipila, 15 ai Verdi, 9 al partito di minoranza svedese ed, infine, 5 seggi andranno ai democristiani.

Ma se, da una parte, è difficile dichiarare il vincitore assoluto, dall’altra vi è un vero sconfitto: il partito del Centro, al governo fino al mese scorso con a capo l’ex premier Sipila, dimessosi dopo la bocciatura della sua riforma sanitaria che voleva ridurre i costi per la salute e restringere lo spazio del welfare state.  Una scelta che gli è costata molto, in quanto la maggioranza dei finlandesi sembra aver puntato proprio sul contrario, ossia sulla difesa del generoso modello di stato sociale, che da sempre caratterizza il paese, e che il partito di Rinne ha promesso di rafforzare insieme alle politiche di lotta al cambiamento climatico.

Una sconfitta con l’amaro in bocca, invece, quella dei Veri Finlandesi, i secondi arrivati, alla fine non così distanti dall’opinione pubblica, dal momento che hanno visto accrescere del 15% i propri consensi rispetto alle precedenti elezioni. Ma che, per quello 0,2%, potrebbero non avere voce in capitolo nel prossimo governo.

Un risultato di primissimo piano, perché si va a incastonare nel quadro di un’Unione Europea sempre più vicina alle elezioni del 26 maggio e ad un semestre di presidenza che, a partire dal primo luglio, spetterà proprio alla Finlandia. Non a caso, il vicepremier Matteo Salvini, alleato al partito dei Veri Finlandesi sul fronte europeo, questa mattina non ha esitato a commentare: “Gli amici ‘populisti’ del Partito dei Finlandesi diventano secondo partito. Il 26 maggio, insieme alla Lega, finalmente si cambia l’Europa”. Staremo a vedere.

 

 

 

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