CRISI VENEZUELA: LE DIMISSIONI DELL’AMBASCIATORE IN ITALIA, SEGNO DI UN PAESE AL COLLASSO.

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Isaìas Rodriguez, ambasciatore del Venezuela in Italia, ha consegnato le dimissioni dal suo incarico. Ad imporgli questa scelta l’impossibilità di procedere nel suo lavoro quotidiano, a causa delle difficoltà economiche che è stato costretto ad affrontare, dovute alle sanzioni americane, sostenute dalle banche italiane.

In una lettera indirizzata a Maduro, e diffusa in rete, il diplomatico ha spiegato di essere ancora “assolutamente fedele al chavismo, trattenuto alla causa come una calamita e aggrappato come a una tavola nell’oceano di contraddizioni che circonda il governo”. Ma, nonostante questo, non più in grado di far fronte al disagio economico degli ultimi mesi. Giorni prima infatti, Rodriguez aveva dichiarato  di non riuscire a pagare da diversi mesi l’affitto della sua sede diplomatica, e di non poter versare gli stipendi al suo staff, avendo accumulato un debito, nei confronti dell’Italia, di quasi 9 milioni di euro.

D’altronde questa non è che la punta dell’iceberg di una crisi politica, economica e finanziaria, iniziata nel 2014 ma inaspritasi negli ultimi mesi, che sta ponendo l’intero popolo del Venezuela in ginocchio. Il caos politico, il braccio di ferro tra gli avversari al potere e, non ultime, le sanzioni degli Stati Uniti, hanno piegato innanzitutto le fasce più deboli e povere della popolazione.

Sono quasi 4 milioni le persone che hanno lasciato il Venezuela, dal 2014, riversandosi nei paesi limitrofi quali la Colombia, il Perù, l’Ecuador e il Cile. A spostarsi sono, sempre più spesso, i venezuelani anche di classe media, a causa della mancanza di soldi e di cure mediche (il sistema sanitario è al collasso), per il razionamento di beni primari e di corrente elettrica.

“Una crisi umanitaria senza precedenti per la regione”, ha affermato José Samaniego, il coordinatore per il Venezuela dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), in una recente visita a Roma. Crisi a cui le autorità nazionali e sovranazionali non riescono a far fronte. Prese come sono a litigarsi il potere.

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