Come cambiano le Nazioni Unite

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Le Nazioni Unite hanno assunto iniziative anti italiane in campo alimentare, incoraggiando i cibi sintetici in danno dei prodotti italiani, e in campo politico, annunciando l’invio di una commissione di controllo del ventilato tasso di odio razziale in Italia.

Questa seconda iniziativa è stata fermata dal Governo e rispedita all’Organizzazione mittente, che, in realtà, dovrebbe fare autocritica, ad esempio per i mancati interventi in tante zone calde di guerra e per le stragi di donne e bambini avvenute nei decenni scorsi in territori affidati al controllo dei caschi blu. Ricordiamo i fallimenti delle missioni in Bosnia, Somalia e Ruanda.

Le Nazioni Unite, nate sotto i migliori auspici, come cabina di regia fortemente voluta da Roosevelt, personalmente contrario a ingessare l’accordo postbellico sulle zone di influenza volute da Churchill e Stalin, hanno gradualmente perso prestigio e importanza, in conseguenza dell’evoluzione della politica estera degli Stati Uniti, e, dallo status di organizzazione super partes, sono passate all’esercizio di un ruolo palesemente subalterno. Che ha originato le due iniziative anti italiane, che riflettono, l’una, la vena nazionalista e isolazionista americana, a protezione delle imprese alimentari nazionali, l’altra, la vena mondialista e imperialista, in favore del caos nelle zone contese, come sono oggi il Mediterraneo e le zone limitrofe, da parte di Russia e altri protagonisti minori, ma insidiosi.

La Russia è, infatti, a sua volta, nazionalista da sempre. L’idea portante del comunismo è stata la conquista di spazio, tramite i partiti fratelli negli altri Paesi. Non è un caso che tra Unione Sovietica e Paesi poco inclini, durante la guerra fredda, al dominio sovietico, tra cui Yugoslavia e Albania, c’è stato il gelo, e che almeno su Pci e Pcf è intervenuto lo stop americano, in Italia, come è noto, anche durante la strategia della tensione.

Le Nazioni Unite possono riacquistare gradualmente prestigio e influenza, sottraendosi, però, ai tributi di fazioso encomio, fin troppo chiaramente fasulli.

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