Bunpei, la nuova sfida del Giappone


Kishida Fumio è il nuovo premier giapponese. Il risultato elettorale non era scontato, per quanto il suo predecessore fosse indebolito dalla gestione molto criticata della pandemia e dalla politica economica di chiusura nei confronti dei nuovi poveri.

La parola d’ordine di Kishida, infatti, è bunpei, redistribuzione, per quello che può significare nella società giapponese, molto ancorata alla tradizione e ad un ordine gerarchico di stampo imperiale, trasferito nell’economia delle imprese. In cui le grandi imprese svolgono un ruolo civile e sociale, oltre che economico.

Danno lavoro, che significa dignità personale, e quindi danno e chiedono rispetto. E hanno favorito, negli scorsi anni, la politica economica espansiva di Shinzo Abe, che da lui ha preso il nome di Abenomics, in un equilibrio invidiabile tra capitale privato e debito pubblico, molto impegnativo per volume e obbligo di remunerazione.

Ora, Kishida si dovrà fare strada tra i vecchi poteri e le nuove esigenze, che, pur nel rispetto della tradizione, reclamano attenzione e uguaglianza. Una parola ancora poco reclamata in Giappone.  

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