Boris Johnson verso l’incriminazione per reato di menzogna

LONDON, ENGLAND - FEBRUARY 08: Foreign Secretary Boris Johnson arrives at Downing Street for a Brexit sub-committee meeting on February 8, 2018 in London, England. British Prime Minister Theresa May holds a brexit cabinet meeting with government ministers to discuss terms of the future relationship with the European Union after leaving. (Photo by Jack Taylor/Getty Images)

Sono in arrivo serie complicazioni per la Brexit e per la successione alla guida del Governo, reso acefalo dalle dimissioni  di Theresa May.

Boris Johnson, già Sindaco di Londra e accanito fautore della Brexit, ha mentito, secondo un cittadino inglese, che ha presentato denuncia all’Autorità Giudiziaria, sull’importo del contributo versato dalla Gran Bretagna all’Unione Europea, falsando così il risultato del referendum.

Un giudice della Corte di Londra ha accolto (inaspettatamente) le ragioni del coraggioso cittadino e interrogherà a breve l’esponente politico, che, nel frattempo, viene considerato il più attendibile candidato premier. E’ una complicazione non da poco per il progetto di uscita soft della Gran Bretagna, non potendosi escludere che, per effetto dell’indagine e dell’eventuale imputazione di Johnson, sulla base di una antica legge che prevede sanzioni molto severe per le condotte delle personalità pubbliche contrarie agli interessi nazionali, la Brexit venga messa – per così dire – a bagno maria.

Anche la candidatura di Johnson alla premiership potrebbe essere compromessa oppure, in caso di successo della candidatura, lo stesso governo potrebbe subire dei contraccolpi nei prossimi mesi, se il processo penale proseguisse a carico del novello premier e fosse celebrato all’Old Bailey.

Stranezze britanniche? Forse, però non sarebbe male che la menzogna grave, contraria agli interessi nazionali, di un esponente politico avesse conseguenze penali a suo carico, sia in Italia, che negli altri Paesi Europei. Se così fosse, si potrebbe considerare un lascito della Gran Bretagna all’Unione Europea.

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