Bagno di umiltà per Bojo


Niente tacchino a Natale in Inghilterra. E poca carta igienica adesso. Scaffali vuoti e code alle pompe di benzina sono uno spettacolo che Boris Johnson e gli altri eroi della Brexit non avevano previsto. Per superficialità e per incapacità.

L’Inghilterra dalla Thatcher in poi non ha avuto politici all’altezza del momento di svolta per l’Europa e per il mondo (come, del resto, l’Italia).

Tony Blair forse è stato il peggiore di tutti, perché è stato il più ascoltato. Non sappiamo cosa gli possa avere detto la regina nei colloqui periodici, ma non crediamo che, con la sua esperienza e riconosciuta sagacia, possa averlo incoraggiato nelle iniziative che hanno contribuito a mettere la Gran Bretagna in ginocchio.

La corona non ha voce in capitolo nella politica di governo del paese, ma può chiedere informazioni. Lo avrà tempestato di: you sure? E Blair, forte del legame con Clinton, affetto da priapismo ma politicamente miope, non avrà esitato ad assicurare la riconquista della special relation con gli Stati Uniti. Garantendo quali contributi?

Nel dopoguerra UK si è giocata bene la carta della finanza e dell’intelligence. Ma il contesto è cambiato. E da tempo. Le piazze finanziarie si sono moltiplicate e il bastone di comando della finanza negli anni 90 è passato agli Stati Uniti, che ora se la devono vedere quanto meno con la Cina.

Quanto all’intelligence, gli sberleffi di Putin, numerosi negli ultimi anni, la dicono lunga sull’efficienza attuale dei Servizi inglesi. Cosa può fare Bojo nella sua ridotta di Downing Street numero 10? Può cominciare con un bagno di umiltà. 

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