Alla ricerca della dignità nazionale


Mike Pompeo, Segretario di Stato statunitense, dopo l’uccisione di Soleimani ha “consultato” gli omologhi europei più affidabili, tra cui non si trova, purtroppo, il Presidente del Consiglio italiano. Che non è stato nemmeno avvertito del giro di consultazioni.

La dimenticanza ovviamente è poco lusinghiera per l’Italia, che, nella prospettiva di Pompeo, viene così relegata ad un ruolo di servizio, quello della fornitura di risorse militari, se e in quanto richieste.

Dopo il giro di consultazioni Pompeo si è dichiarato, comunque, insoddisfatto degli alleati europei, a causa delle proteste presumibilmente riscosse dagli interlocutori, e soddisfatto, invece, degli alleati locali medio – orientali. Che, in realtà, sono alleati necessari. Non hanno scelta, o con o contro gli USA.

In Italia, il popolo dei talk show si è interrogato, nei giorni successivi al raid, sulle ragioni della mancata consultazione e sull’evidente irrilevanza italiana, quanto meno agli occhi degli americani. Nelle opinioni degli esperti, il principale responsabile è Di Maio, considerato, più o meno da tutti, Ministro degli Esteri inadeguato, beneficiario nel giorno della Befana di grandi quantità di metaforico carbone.

Noi siamo meno stupiti degli “esperti” opinionisti dei talk show, che gli Stati Uniti abbiano una modesta considerazione dei governanti italiani. Non solo per il curriculum dei ministri, viceministri e sottosegretari. Soprattutto per quello che avviene nel Paese e non viene rimediato o evitato. Furti miliardari a carico dei risparmiatori, teoricamente commessi dai presidenti di turno delle banche collassate: che, in realtà, sono capri espiatori di un sistema molto più vasto e articolato. Degrado nelle strade, da Nord a Sud. Mafie imperanti. Ora c’è anche la mafia nigeriana. Pil in contrazione. Giustizia in sofferenza, a prescindere dalla prescrizione penale. Interi settori produttivi in recessione, ortofrutticolo compreso: in Italia!

Gli Stati Uniti vogliono destabilizzare il Vicino e Medio Oriente ancora di più e, di conseguenza, l’Europa, che costituisce obiettivo di conquista della Cina. Non bisogna stupirsi che Pompeo avveleni il pozzo (l’Europa) prima di consegnarlo nelle mani del nemico (la Cina e, meno concretamente, la Russia).

All’irrilevanza dell’Italia si aggiunge quella dell’Europa, fucina di intrighi, ma priva di peso internazionale, oltre che di esercito, in un mondo in armi. Recuperiamo dignità, riscoprendo gli interessi nazionali e facendoli valere nell’agone internazionale.  Solo così si potrà recuperare la considerazione degli Stati Uniti.

 

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