Adoratori della Pasqua, mah!

Soldiers stand guard outside St. Anthony's Shrine in Colombo on April 25, 2019, following a series of bomb blasts targeting churches and luxury hotels on the Easter Sunday in Sri Lanka. - All of Sri Lanka's Catholic churches have been ordered to stay closed and suspend services until security improves after deadly Easter bombings, which killed at least 359 people and wounded hundreds, a senior priest told AFP on April 25. (Photo by Jewel SAMAD / AFP)

La strage di Pasqua in Sri Lanka si porta dietro un bagaglio di morti e di sospetti. Che le autorità locali non abbiano fatto tutto quello che era in loro potere per scongiurare l’attacco concentrico ai luoghi di culto nel giorno più glorioso della cristianità. Non è, tuttavia, l’unico mistero che circonda la strage.

Non è provato che tutti gli attentatori muniti di zaino siano morti nelle esplosioni. La libertà con cui si è mosso l’attentatore con la barba, filmato in prossimità della Chiesa, denuncia l’assenza di ogni controllo nel luogo di aggregazione, teoricamente ideale per quanto è poi accaduto, e consente di pensare che lo zaino sia stato abbandonato e azionato da remoto.

La conferma indiretta di questa modalità di azione viene dalla foto di gruppo della rivendicazione. Un solo terrorista è a volto scoperto, tutti gli altri sono coperti completamente. Forse per proteggere le famiglie dalle possibili rappresaglie, ma forse anche per proteggere la stessa identità degli attentatori, non destinati alla morte in questa circostanza. Non è finora filtrata alcuna notizia in questo senso, né in senso contrario.

Gli arresti e gli interrogatori sono in corso, e ci aspettiamo sorprese. Anche l’espressione adottata da Obama e da Hilary Clinton, per definire le vittime cristiane della strage: Easter Worshippers (adoratori della Pasqua), è stata sorprendente. Come se i fedeli raccolti in preghiera fossero adepti di un culto pagano, animistico, e non della religione più diffusa nel mondo occidentale, Stati Uniti compresi.

Non vogliamo indulgere in ipotesi fantasiose sui legami iniziatici di entrambi i personaggi, ma notiamo che Macron, in seguito all’incendio di Notre Dame, ha evitato, a sua volta, di riferirsi alla Chiesa come dimora della cristianità. E’ evidente che i loro referenti e grandi elettori, i signori del denaro, da una parte e dall’altra dell’oceano, non gradiscono riferimenti alla cristologia. Rimane soltanto un dubbio. Sull’oggetto della loro adorazione.

 

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