Il candidato Gianni Alemanno dovrebbe pretendere più trasparenza. Il “sistema Veltroni” è un mito da sfatare
di Nuovo M.i.l.l.e. | pubblicato il 29 marzo 2008 | in Roma Capitale
L’apparato organizzativo di Veltroni Sindaco ha consentito al centrosinistra di vincere a Roma le elezioni politiche del 2006, e l’anno precedente le regionali, oltre alle comunali. Tre elezioni in un anno, senza che il centrodestra reagisse, pur avendone i motivi, o dimostrasse agli elettori di esercitare una riflessione critica sulle modalità dell’opposizione in consiglio comunale.
Veltroni, investito della leadership del centrosinistra e delle esigenze di rimonta in seguito al collasso del governo Prodi, anche in considerazione di tali risultati, ha accettato l’incarico, consapevole che, su questa sfida, a prescindere da qualsiasi patto politico intercorso, ufficiale o ufficioso, il suo impegno personale potrebbe subire una battuta di arresto.
I sondaggi finora danno ragione alla sua linea di comunicazione fatta di buonismo, di equivicinanza a operai e padroni, di promesse fiscali ingegnosamente mutuate dal programma avversario, che smentiscono, quanto meno all’apparenza, la politica oppressiva, giugulatoria, di Visco e Prodi.
Peana a parte, il sistema di governo della città di Roma, praticato dal Sindaco e sperimentato dai cittadini, rende credibili sul piano nazionale programma e promesse preelettorali? Veltroni, grazie alle sue doti personali di ottimo comunicatore, gode del singolare privilegio di non essere considerato responsabile della cattiva amministrazione della città, il cui notevole patrimonio pubblico, fatto di beni museali e artistici unici al mondo e di imprese di servizi protette, che non fanno sconti all’utenza, non si riflette sui servizi offerti alla cittadinanza e non contiene il degrado che si estende progressivamente investendo anche i quartieri centrali della città.
La querelle tra due società controllate dal Comune, Ama e Acea, che, proprio in questi giorni, tenta di esimersi dall’impegno meno nobile della raccolta della spazzatura per dedicarsi esclusivamente alla trasformazione e alla produzione di energia, è sotto gli occhi di tutti. Meno evidenti sono i motivi della disputa.
Che siano prove generali di deresponsabilizzazione? A pensar male… Visto che la discarica di Malagrotta è prossima all’esaurimento, il governo cittadino dovrebbe avere investito da tempo le risorse pubbliche idonee a garantire lo smaltimento dei rifiuti. Napoli docet. Se gli investimenti siano stati fatti, i cittadini potranno verificarlo tra un anno o giù di lì, quando il Sindaco sarà stato chiamato a superiori incarichi.
La vicenda di Risorse per Roma, altra società a controllo comunale, dotata, all’atto della costituzione, dell’ingente patrimonio immobiliare devoluto dal Comune allo scopo di provvedere allo stimolante compito della trasformazione urbana, alla stregua delle grandi capitali europee, appare esemplare quanto ad inefficienze di gestione e mancato perseguimento dell’obiettivo.
L’Opinione ha promosso esattamente due anni fa, prima della tornata elettorale, nel marzo del 2006, una inchiesta giornalistica sulla gestione della società, rilevando che “dal bilancio (di Risorse per Roma) non risultano gli impieghi dei proventi (delle vendite) motivazioni e prospettive… Ma soprattutto non risulta se l’inventario delle proprietà sia stato fatto e se sia completo, se il patrimonio sia effettivamente redditizio, se le morosità siano affrontate adeguatamente, se gli affidamenti in locazione siano gestiti con efficienza”.
Da Risorse per Roma non è stata offerta alcuna precisazione malgrado le ragioni di opportunità e di trasparenza che dovrebbero costituire impegno primario dei dirigenti pubblici.
Altra inchiesta dell’Opinione ha riguardato la Nuova Fiera di Roma, sulla cui opportunità di investimento e sulle cui previsioni di gestione sono state espresse non poche motivate perplessità. L’assessore competente ha fornito indicazioni di massima sul project financing che ha consentito la realizzazione dell’iniziativa, ma non le specifiche contabili richieste dal giornale.
Nei mesi scorsi l’Autorità Antitrust ha stigmatizzato gli indizi di cartello anticoncorrenziale tra le imprese dei trasporti pubblici locali che può provocare una perdita netta di vari milioni soltanto per le multe comminate. Sono tutti segnali rivelatori di un sistema complesso, ricco di opportunità, ma avaro di risultati in termini di servizi e di utilità collettive.
Imputabili a chi? Veltroni è stato Sindaco per sette anni dopo i due mandati di Rutelli, che, in seguito all“ascolto della città”, si è riproposto ancora una volta sulla ribalta cittadina.
Gianni Alemanno ha un compito di grande responsabilità personale e politica, che può svolgere con prospettive di vittoria, se afferma, nel corso della campagna elettorale, con adeguata azione di denuncia e di proposta, i principi di competenza e di trasparenza che presiedono le buone amministrazioni pubbliche.
Una campagna elettorale all’insegna della pretesa di trasparenza degli atti politici e amministrativi, a Roma, offrirà un contributo determinante alle elezioni politiche e costituirà un segnale importante per un nuovo patto con i cittadini.

