Vogliamo Conte avvocato della Costituzione, non solo del popolo

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Il presidente Conte si è presentato come avvocato del popolo, è stato a lungo, volgarmente, derubricato da una parte della stampa come burattino nelle mani dei due burattinai Di Maio e Salvini, è ora inadempiente nei confronti dei risparmiatori defraudati dalle banche, tra un po’, tra lo stupore generale, rischia di diventare la personalità “forte” del Governo.

Noi non abbiamo creduto che potesse essere veramente l’avvocato del popolo (se non altro, per le tante spinte contrarie), abbiamo criticato che fosse maltrattato come persona e come politico, ora non vogliamo che diventi un ducetto, e speriamo che voglia e possa rispettare le promesse fatte ai risparmiatori. Ne va della credibilità del Governo e sua personale.

Per una curiosa legge del contrappasso, nei giorni in cui Renzi ha annunciato giudizi risarcitori a raffica nei confronti delle persone che lo hanno denigrato mentre governava (l’anziana signora Giovanna Mazzoni di Piacenza, compresa) per la questione banche e connesso risparmio tradito, Conte ha fatto macchina indietro sui rimborsi ai risparmiatori, e le promesse della vigilia (elettorale) si sono trasformate in occasioni mancate.

Precisiamo di non essere a favore della regalia, del rimborso che assume le sembianze della prestazione clientelare, e di coltivare, invece, la legittima aspettativa che il Governo non si schieri contro il risparmiatore tradito (dalla banca e dal sistema che non lo ha protetto), ma agevoli il risarcimento, nel rispetto della legge.

Su questo, però, evidentemente non siamo in sintonia con Conte, che è diventato Presidente del Consiglio del Governo del Cambiamento (anche rispetto al risparmio tradito), ma sembra averlo dimenticato.

Il decreto legge che ha spogliato le due Banche Venete di ogni loro avere “per legge”, al di fuori del controllo del giudice e dei creditori, e priva, in effetti, i risparmiatori del diritto di difesa nei confronti dello Stato Padrone, trasformandoli in sudditi, è incostituzionale. Lo dica forte e chiaro anche il presidente Conte, memore che i due partiti del Contratto hanno sparato a zero contro la prepotenza delle banche e del sostegno ad esse assicurato dal Governo Gentiloni, e dia istruzioni conformi, dimostrando così di essere l’avvocato della Costituzione, non soltanto del popolo.

 

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