Tremonti denuncia il complotto finanziario in danno dell’Italia

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Giulio Tremonti, nel corso della presentazione, a Otto e Mezzo, del libro scritto a quattro mani con Vittorio Sgarbi, “Rinascimento. Con la cultura (non) si mangia”, complici Lilli Gruber e il titolo della trasmissione, in tema di complotti, ha parlato dell’avvicendamento dei Governi Berlusconi/Monti (anno 2011), come di un complotto, in danno dell’Italia, organizzato per favorire le banche francesi e tedesche. A favore delle quali, infatti, sarebbe andato un fiume di denaro italiano. Non è la prima volta che viene avanzata la teoria del complotto. Ne parlano da tempo Renato Brunetta e altri esponenti della Politica, soprattutto del Centro – Destra. Comprensibilmente, visto che la “manovra”, basata sullo spread (un margine finanziario stabilito, di fatto, dal sistema del credito) e sulla propaganda di quasi tutta la stampa italiana (chi non ricorda il cubitale FATE PRESTO del Sole 24 Ore) provocò la sostituzione del Governo Berlusconi e la sua progressiva emarginazione dalla Politica (anche per fatto giudiziario). Ma Tremonti, all’epoca ministro dell’Economia, occupava una posizione concretamente privilegiata (non solo di osservatorio) al centro dei fatti, come, infatti, gli ha ricordato la Gruber, prima di interromperlo e formulare altra domanda, e gode di buona memoria. Ed ha offerto al dibattito, che forse non seguirà, una precisazione, in precedenza non così enunciata. Le banche francesi e tedesche sono state – per così dire – soccorse con i soldi degli italiani. Il tema merita approfondimento. Perché la denuncia deve essere circostanziata per essere credibile. Né basta dire che il nuovo Governo fece tutto da solo. Perché un complotto richiede trame, persone infiltrate, traditori, progressione e atti concreti, e produce illegalità, che, per definizione (e per legge), sono sottoposte a sanzione e correzione. Quindi attendiamo da Tremonti l’approfondimento circostanziato, che – diciamo subito – appare credibile. Perché, da tempo, osserviamo malfunzionamenti del sistema bancario e finanziario che producono danni enormi all’economia nazionale e pochi, finora, sono sembrati sensibili alla esigenza dell’intervento riparatore. Noi ne scriviamo. Ma, certo, l’autorevolezza di Tremonti offrirebbe un contributo pregevole, forse determinante, per capire cosa sta succedendo, qui ed ora.

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