Srl, i diritti particolari nella nuova legge

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La società a responsabilità limitata può essere, nella prospettiva della riforma, ultradecennale ma ancora sostanzialmente ignorata e disattesa, uno strumento duttile nelle mani di imprenditori e soci che, avvalendosi delle opportunità consentite dalla legge, concorrono diversamente tra loro alle sorti dell’attività.

La riforma, che, tra le tante novità, disciplina l’attribuzione degli utili, è, infatti, fortemente innovativa rispetto alle disposizioni precedenti, inelastiche, che non prevedevano altra redistribuzione, se non in proporzione alla quota di partecipazione. Ora l’articolo 2468 del codice civile consente l’attribuzione di diritti particolari a singoli soci, a condizione che lo statuto preveda espressamente tale facoltà e che il diritto particolare sia l’esito di delibera specifica.

Il diritto particolare è quindi pur sempre una specificità, una eccezione alla norma generale della parità di trattamento dei soci.

Posto che i soci d’opera sono remunerati in base all’attività prestata in favore della società e che i soci finanziatori sono remunerati in base alle previsioni dello statuto e alle circostanze che richiedono il finanziamento. Ma le opportunità sono molto maggiori. Un lettore ha chiesto di trattare il caso specifico, apparentemente insolito, ma nella pratica ricorrente più di quanto non si pensi, riguardante le riserve costituite da utili non distribuiti. E, in particolare, se tale posta consenta ipoteticamente ad un nuovo socio, che non sia stato partecipe della compagine nel momento della realizzazione degli utili, di pretendere la partecipazione alla distribuzione e impedisca, di fatto, il suo ingresso fino ad avvenuto smaltimento delle riserve.

In mancanza di previsione statutaria sui diritti particolari e di accordo specifico, condiviso con gli altri soci, tra socio cedente e socio acquirente, vale la regola generale della distribuzione in base alla partecipazione. Non c’è dubbio. Dovendosi anche presumere che il prezzo della cessione della partecipazione abbia tenuto conto della previsione distributiva o della ricchezza patrimoniale. Ma la specificità, per l’appunto, dopo la riforma può essere disciplinata dalle parti. Non con una rinuncia preventiva, inapplicabile ai diritti non ancora maturati. Bensì con un accordo di cessione del credito, consentito dalla duttilità della nuova legge.

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