Seat, se questa non è disinformazione!


Agenzie e giornali vendono notizie e correttamente distinguono le notizie dalle opinioni. Chiunque abbia avuto a che fare con il mondo dell’informazione, si è sentito chiedere “quale è la notizia?“. Nulla da dire, se i comportamenti sono professionali e se il giornalista di turno vuole effettivamente informare il pubblico, stando sulla notizia.

Allora, qualcuno dovrebbe spiegare quale sia la notizia che il Sole 24 Ore ha pubblicato il 25 luglio, giorno dell’assemblea di Seat Pagine Gialle, nell’articolo dal titolo “Azione di responsabilità verso ex manager Seat, la richiesta dei soci oggi in assemblea“. Il giornale è uscito prima che l’assemblea cominciasse, l’azione di responsabilità non era all’ordine del giorno, eppure l’articolo ha annunciato l’azione di responsabilità a cura di legali incaricati da non meglio identificati “investitori istituzionali e retail“.

Il giorno dopo Il Sole 24 Ore non ha informato i lettori sull’esito dell’assemblea, peraltro come tutti gli altri giornali, con l’eccezione del Corriere della Sera che ha pubblicato un trafiletto dal titolo “Seat, il nuovo management valuta azioni di responsabilità“. Se la situazione non fosse grave, perchè 300.000 risparmiatori hanno perso miliardi di euro, perchè gli obbligazionisti sono rimasti con il cerino in mano e l’azienda attende che qualcuno si interessi alle sorti di migliaia di persone, ci sarebbe da sbellicarsi dal ridere.

Infatti, il cosiddetto nuovo management della società è stato investito dell’incarico quasi un anno fa, quando gli azionisti di minoranza tramite il legale di fiducia, intervistato fin dal 2011 sul caso Seat da radio e giornali, avevano già formalmente diffidato la società, tentando di inibire, tra l’altro, quella manovra di ristrutturazione del 2012, che ora il Sole 24 Ore scopre particolarmente dannosa. Ma, tutto questo era già stato dichiarato nell’assemblea del giugno 2012 a cura del legale degli azionisti di minoranza (e in quella circostanza accuratamente riferito dal Sole 24 Ore), scritto nelle diffide stragiudiziali, ampiamente trattato nel procedimento di sequestro dell’azienda che la società ha bloccato con la domanda di concordato in bianco, e sempre comunicato alla stampa (ma non sempre ripreso).

Dopo tutto questo, quindi, a due anni data, il presidente della società avrebbe dichiarato al Corriere della Sera dopo l’assemblea: “La società versa in una situazione di dissesto inaspettata, siamo arrivati a fine ottobre e nessuno avrebbe immaginato una situazione di dissesto di questo genere, che dopo due mesi ci ha portato ad accedere alla procedura di concordato“. Lo stesso presidente si riserverebbe di “valutare” azioni di responsabilità e di risarcimento dei danni. Ma è la stessa persona alla quale gli azionisti di minoranza hanno insistemente segnalato le responsabilità delle operazioni straordinarie del 2003, del 2004 e del 2012, offrendo di procedere congiuntamente in via giudiziaria per richiedere il risarcimento dei danni provocati dalla direzione della società in esecuzione del progetto dei fondi?

Non c’è limite alla capacità immaginifica della persona in difficoltà, ma il ruolo dell’informazione da tutto questo esce fortemente pregiudicato. Non soltanto per le notizie mancate appena segnalate e, in parte, in precedenza riprese dalla stampa, ma soprattutto per la notizia esplosiva che nell’Italia del terzo millennio, culla del diritto (sia consentito ricordarlo), il risparmio di 300.000 persone è alla mercè di fondi che tiranneggiano la borsa e l’economia nazionale senza che le autorità di controllo intervengano, possibilmente in via preventiva, ma, quanto meno, in via repressiva.

Il legale degli azionisti di minoranza ha informato la Consob, ha sollecitato una interpellanza parlamentare che la politica non ha dibattuta in aula per eccesso di impegni (o beghe dei partiti?), ha informato il governo Letta delle varie disfunzioni del tipo Seat che pregiudicano l’economia italiana, contribuendo non poco al disagio sociale.

Per il momento la direzione in carica della società “valuta” il da farsi e l’assemblea a maggioranza ha respinto la richiesta dell’azione di responsabilità dell’unico azionista che l’ha proposta alla discussione. La situazione è complessa, è vero, ma soprattutto è resa complicata ad arte. Nei prossimi giorni il Nuovo Mille proverà a dipanare la matassa, analizzando gli avvenimenti più recenti e pubblicando le proprie previsioni. Che non piaceranno a tutti.

Conversazioni
5 9 2013 - 22:18

forse non è noto che l’attuale Presidente del Consiglio e l’ex AD di SEAT siano amici intimi. come pensate possa avviarsi un’azione di responsabilità ?? dal 2007 SEAT è in mano ad incapaci che, come evidente, hanno solo peggiorato una situazione che era già critica nel 2003. messaggio: si salvi chi può. good luck

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    9 9 2013 - 10:43

    L’articolo “Le inadempienze della politica nel caso Seat Pagine Gialle” appena pubblicato risponde in parte ai suoi timori che la redazione al momento non condivide. L’addetto stampa della presidenza, informato, saprà come rispondere ai 300.000 risparmiatori traditi nell’attesa che la politica (non solo la presidenza del consiglio), da una parte, e la magistratura, dall’altra, intervengano e prima che il clamoroso dissesto Seat divenga un’altra freccia all’arco di Grillo e di Casaleggio. Il Nuovo Mille svolge la sua attività di informazione specializzata, anche sullo svolgimento della controversia, visto che altra stampa specializzata poco meritevolmente si astiene.

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