Seat Pagine Gialle, risposta non pervenuta dal Sole 24 Ore

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La crisi del Sole 24 Ore è un caso di studio, sotto vari profili, quello gestionale, quello informativo, quello societario. Che le cose non andassero nella gestione, lo abbiamo segnalato, nell’interesse dell’informazione, ben prima che le funzioni, interne ed esterne, (teoricamente) preposte, se ne accorgessero e avviassero (fin troppo lentamente) il percorso del tentativo di risanamento.

Ricordiamo che la società di gestione è quotata in Borsa, che il titolo risente dei fatti di gestione e una normativa (teoricamente) rigorosa (la Legge Draghi) presiede al funzionamento delle società quotate. Ma, tutto sommato, il direttore Napoletano aveva acquisito meriti, nel 2011, con il suo FATE PRESTO (che contribuì a provocare l’avvento del Governo Monti), e non immaginava certo che, per le quisquiglie della gestione di impresa e dell’informazione economica e finanziaria, sostanzialmente monopolistica, potesse essere rimosso.

Però, enough is enough (tradotto, il troppo stroppia), e il socio di controllo, qualificato, come è qualificata la Confindustria, corresponsabile della gestione e dei danni prodotti sui soci di minoranza e sul sistema informativo, in base a numerose sentenze di merito e di legittimità che definiscono l’abuso del socio di maggioranza, non ha potuto che prenderne atto ed è intervenuto. Male, secondo noi, perché una pezza a colori può essere peggio del buco rattoppato, come sancisce un noto proverbio veneziano.

Infatti, i tanti problemi periodicamente riaffiorano, il Comitato di Redazione si chiede come mai non sia stata avviata l’azione di responsabilità (che il socio di controllo, cioè la Confindustria, delibera in assemblea), e l’informazione, molto politica, continua a segnalarsi per faziosità e incompletezza. Stefano Folli è uno scienziato della politica rispetto agli attuali editorialisti.

Per concretezza, parliamo di un caso, quello della società quotata Seat Pagine Gialle, che conosciamo molto bene, come i nostri lettori sanno. A marzo del 2012, Debora Rosciani ha invitato chi scrive al suo programma di grande successo, Salvadanaio, per parlare della vicenda, che, già allora, interessava oltre 300 mila piccoli azionisti traditi (danno, stimato dallo stesso Sole 24 Ore, non lontano dai 10 miliardi), e quindi, in effetti, milioni di persone, contando le famiglie e i casi analoghi. Il servizio, infatti, ebbe successo, chiamarono ed ebbero voce numerosi ascoltatori, sia pure nei tempi forzati della trasmissione.

Sarà un caso, ma, poco dopo, Salvadanaio ha chiuso, Debora Rosciani è stata avviata ad altro programma, meno visibile, e, di lì a poco, il Sole 24 Ore ha cessato di informare i lettori, tra cui i numerosi azionisti, sulle notizie di loro interesse. Anzi, nel luglio del 2013, il giornale diede una notizia, che provocò la richiesta di rettifica da parte di chi scrive, ma la rettifica non venne pubblicata. In tempi recenti, chi scrive ha segnalato e documentato all’Organismo di Vigilanza, presieduto da Gherardo Colombo, noto ex magistrato, il caso Seat Pagine Gialle, che è anche un caso Sole 24 Ore, per il ruolo di informazione, di interesse generale e pubblico, svolto dal giornale nel Paese, ma la risposta non è ancora pervenuta.

Non è detto che le opinioni collimino, che gli interessi in gioco siano sempre visibili, che Gherardo Colombo non abbia una capacità di lettura degli eventi e una lungimiranza superiori a chiunque altro (chi scrive compreso). Però, che lo dica, motivando e argomentando, come uno del suo (ex) mestiere sa fare egregiamente.

 

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