Santoro non batte Tremonti


La trasmissione di Santoro si è interrogata sulle esigenze della crescita economica schierando una variopinta combinazione di “esperti” (Scalfari, Bertinotti, un giovane imprenditore cinese ed uno studente focoso, oltre al solito Travaglio) contro il ministro Tremonti. Gli esperti di Santoro esponendo le rispettive formule del successo economico non hanno manifestato il benché minimo dubbio che il governo sia responsabile a vario titolo della mancata crescita e Tremonti ha risposto, esaurientemente e fin troppo pacatamente. In particolare, hanno suggerito: Scalfari una tassa temporanea come ai bei tempi del governo Prodi, Bertinotti un po’ di patrimoniale, Travaglio la lotta alla corruzione, il giovane studente focoso più soldi alla scuola e il giovane imprenditore cinese, secondo la favorevole interpretazione di Santoro, attenzione (!) alle attività di impresa.

Nessuno ha detto come la rispettiva formula “di successo” possa essere tradotta in crescita economica. Tremonti ha sottolineato la differenza tra tenuta dei conti, che gli viene riconosciuta, e politica di bilancio, che non gli viene riconosciuta, ma Scalfari ha sostenuto, non consentendo replica, che in effetti si tratta della stessa cosa. Personalmente sono d’accordo con Tremonti che la politica di bilancio implichi una visione politica e richieda un equilibrio dei conti rispettoso delle priorità di spesa. La semplice tenuta dei conti è molto più riduttiva.

Vignette di Vauro e applausi del pubblico hanno concluso la trasmissione senza che nessuno abbia detto che il difetto di crescita è imputabile a decenni di politica demeritocratica democristiana e comunista di premio delle clientele, prima causa del debito pubblico, e di mancati interventi strutturali e infrastrutturali materiali e immateriali. Soltanto il segno della discontinuità effettiva, non soltanto dichiarata, confermata anche dalla selezione del personale politico, rispetto alla demeritocrazia cattocomunista, che periodicamente si ripresenta sotto mentite spoglie, consente il cambiamento e la crescita.

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