Salini ed Astaldi, un matrimonio economico da capogiro


Con ben 70.ooo dipendenti ed ordini per più di 40 miliardi di euro, Webuild (Salini) chiude acquisendo il 65% di Astaldi.

Il know-how aziendale del gruppo adesso è completo e può togliere mercato ai principali player internazionali, anche ai più forti d’oltre oceano.

Questa manovra rende positive le aspettative di Cdp (azionista di lunga data), che consente all’AD Palermo di confermare il supporto in via continuativa al gruppo Webuild, sia nei confini italiani che all’estero, favorendo – ove possibile – intense sinergie con il gruppo, nell’ambito del Progetto Italia.

Bene anche le aspettative di Intesa e Unicredit che vedono in questo progetto (ed in Webuild) un trampolino per la next-generation del lavoro italiano ed un impulso notevole per l’economia nazionale, fortemente in difficoltà già prima della pandemia.

L’importante per il gruppo adesso è consolidare gli ordini e l’espansione sul mercato internazionale (puntando addirittura all’ONU, nell’ambito dei progetti “green”), facendo attenzione ai rischi di scalate o acquisizioni da parte dei competitor esteri. Su quest’ultimo punto, un ruolo fondamentale sarà svolto dalle istituzioni e da Cdp.

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*