Rogue States 4.0


Gli Stati Canaglia, fino a qualche anno fa, erano paesi esotici, carenti di infrastrutture e bisognosi di tutto. In sostanza, belli e poveri. Non particolarmente affidabili, sotto ogni profilo.

Le banche locali figuravano depositarie di grandi somme, ma il denaro si trovava altrove, al sicuro. Anche il denaro destinato alle missioni era rimesso in piccoli importi, per prudenza, per evitare “disservizi” bancari. Oggi le cose sono radicalmente cambiate. I trattati sono largamente ignorati e il ricorso all’astuzia e alla prova di forza è ricorrente.

L’Unione Europea non è esente da disfunzioni, chiamiamole così. Da anni viene agitata la prospettiva dell’unificazione fiscale, ma nel frattempo Lussemburgo e Olanda accolgono profughi fiscali, persone e società molto ben monetizzate, nelle loro confortevoli capitali, ricche di alberghi e ristoranti, ma soprattutto di banche e di consulenti, con grave danno di altri sistemi economici e finanziari. Poi recitano la parte dei paesi “frugali”. A spese altrui.

 Ma l’accoglienza fiscale è soltanto la parte che si vede. Perché l’offerta dell’accoglienza comprende la riservatezza di pratiche bancarie, societarie e giudiziarie, il cui danno è certo e la legalità discutibile.

Ci chiediamo – e chiediamo a chi di dovere in Italia – perché nessuno fa niente, al più sacramenta in qualche intervista contro l’ineluttabilità del male e poi magari si stropiccia le mani quando nessuno vede.  

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