Risparmio tradito, l’occasione di Savona presidente Consob


E’ in corso uno scontro geopolitico per il controllo delle risorse e della produzione. Lo ha dichiarato di recente, intervistato dalla Verità, Paolo Savona, presidente della Consob in carica. Non uno qualsiasi.

 Uno che osserva i flussi ed è, da oltre 50 anni, nel club dei decisori nazionali. Ora, forse, non più a suo agio, dopo la mancata nomina di ministro dell’Economia e le polemiche (strumentali) che sono seguite alla proposta del suo nome.

 Il suo maestro, Guido Carli, indimenticato governatore della Banca d’Italia e protagonista della politica, non era sicuramente a suo agio nel 1992, quando, da ministro, disse a Giancarlo Galli:  «L’ambizione della mia vita è stata quella di portare l’Italia in Europa, dopo averla trasformata in un Paese capitalistico moderno. Non ci sono riuscito, e temo si vendicheranno […] Ci metteranno in ginocchio […] A continuare la battaglia è rimasto Cuccia. Vecchio, sono obbligato a scommettere su uno ancora più vecchio. Avremo politici sempre più deboli e imprenditori sempre più opportunisti. Anche il trasformismo è un’arte, ma occorrono veri attori. Sono lustri, ormai che vedo in circolazione solo commedianti. Speriamo che l’amico Cuccia, l’unica sentinella che da sempre fa la guardia al bidone vuoto del capitalismo italiano, sappia portare in salvo almeno i mobili, prima che la casa bruci. Poi si ricomincerà». 

In seguito all’amara riflessione di Carli, ci sono state le privatizzazioni “volute dall’Europa”, ha detto Romano Prodi. C’è stato lo spoglio del risparmio italiano, che è sfuggito, riteniamo non per caso, a qualsiasi statistica. Lo abbiamo chiesto all’Istat, per averne la certezza, e l’Istat ha confermato che la statistica non esiste.

Ha provato a tenere i conti, per qualche anno, Beppe Scienza, professore dell’università di Torino, ma non è compito che possa essere svolto senza raccolta ed elaborazione di macro dati. E’ compito dell’Istat, e in parte della Banca d’Italia, per consentire ai decisori, tra cui Consob, Parlamento e dicasteri competenti, di assumere iniziative concrete. Conoscere per deliberare, diceva Einaudi. Se mancato i dati, le decisioni e le iniziative non vengono prese.

E’ soltanto una grave lacuna dei conti pubblici o è un pretesto? Se le cose non si sanno, non si possono rimediare. Abbiamo chiesto all’Istat anche se esista la statistica di quanto risparmio, sottratto in tanti immaginifici modi nelle banche e in Borsa, sia stato recuperato dai legittimi proprietari tramite i tribunali. Il dato non esiste.

Ma i cittadini sanno in base all’esperienza che la giustizia non li assiste. E’ una delle cause, seppure non l’unica, del crollo della fiducia degli italiani nella giustizia e nelle istituzioni. Carli auspicava un nuovo inizio. Ora Savona può fare, se vuole. Può tradurre in iniziative concrete gli insegnamenti del suo maestro.  

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