Risparmiatori privi di rappresentanza politica e di tutela

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Il popolo dei risparmiatori non ha scelto un partito e non ha rappresentanza politica in Parlamento. Non è un segnale positivo per la tutela del risparmio, che, da molti anni ormai, viene regolarmente insidiato dai predatori – in senso proprio – della finanza nazionale e internazionale, che in Italia gode di grandi appoggi. La responsabilità di questa mancata rappresentanza, in minima parte, si può attribuire ai risparmiatori, che poco si informano e si strutturano, e, in massima parte, alla disinformazione strutturata e al depistaggio. Non mancano alcune associazioni di rappresentanza, ma, per lo più, si tratta di organizzazioni fantasma, di facciata. Lo diciamo per esperienza diretta.

Il dissesto di Monte dei Paschi di Siena, imputabile in gran parte, ma non solo, alla sventurata acquisizione di Banca Antonveneta, è un fatto illecito sostanzialmente non perseguito, né rimediato, se, dopo oltre 10 anni, i massicci finanziamenti pubblici di varia natura non hanno portato ad alcun effettivo risultato utile, e se il contratto, per quanto se ne sappia, non è stato nemmeno contestato a scopo risarcitorio. Eppure, sono stati bruciati miliardi dei risparmiatori, di cui la Banca, all’epoca soggetto privato impegnato nel settore pubblico (visto che il risparmio è un diritto privato e un bene pubblico/privato), non avrebbe potuto disporre liberamente.

Miliardi, si badi bene, che in tasca a qualcuno sono andati. Perché la finanza è matematica: molti perdono, qualcuno guadagna. Con i segni del più e del meno esattamente corrispondenti. La Commissione Banche, su cui abbiamo speso parole di elogio per avere cominciato a indagare il fenomeno inquietante e ricorrente del furto di risparmio, è stata strizzata nello spazio del mese, o poco più. Sono emersi i battibecchi tra Consob e Banca d’Italia sulle rispettive responsabilità, ma non è stata fatta luce praticamente su niente, soprattutto non su Monte dei Paschi.

Il NuovoMille.it offre ospitalità ai risparmiatori traditi e agli esperti che li rappresentano, ma le iniziative competono a loro e ai loro avvocati. Noi possiamo anche consigliarli. E, per prima cosa, li consigliamo di rivedere gli organismi di rappresentanza, che nulla fanno per tutelarli. Nessuno finora si è interrogato (e, men che meno, ha assunto iniziative diligenti) sull’imponente flusso di Crediti Deteriorati (che altro non sono che soldi affidati alle banche dai risparmiatori), noti come Non Performing Loans – Npl, verso società e banche private che li riscuotono (mentre le banche non li hanno riscossi) e se li mettono in tasca. Stiamo parlando di 300 miliardi, almeno. Quante cose si possono fare con una buona percentuale di 300 miliardi? Investimenti pubblici e privati, riduzione del debito pubblico, aiuti alle fasce deboli, formazione professionale, in altri termini miglioramento dell’economia nazionale e della qualità di vita dei cittadini italiani. Ecco, perché non ci stanchiamo di tornare sul tema del risparmio, finora privo di rappresentanza e di tutela.

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