Rimborsi bancari in forse

risparmiatori-banche

Si fa un gran parlare di rimborsi bancari, ma non succede niente, anche se i risarcimenti sono stati promessi da tempo. Anzi, nelle aule di tribunale, il Governo si schiera contro i cittadini spogliati dei loro risparmi. Lo diciamo carte alla mano.

Un cittadino che ha perso una considerevole somma di denaro nell’impiccio della Banca Popolare di Vicenza ante amministrazione, non avendo accettato la miserevole offerta transattiva, si è rivolto ad uno studio legale per essere tutelato in via giudiziaria, come prevede la Costituzione della Repubblica in caso di conflitti.

Ricordiamo che la Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, sottoposte ad amministrazione straordinaria, sono state spogliate, per decreto legge (del Governo Gentiloni), delle attività di impresa in favore di Banca Intesa e dei crediti in sofferenza in favore di SGA, società controllata dal Tesoro.

Ci sono tutte le indicazioni di rilievo costituzionale perché il decreto non sia esattamente conforme a varie norme della Costituzione. E gli avvocati del risparmiatore tradito, fiducioso nelle promesse del Governo e nel rispetto della Costituzione, hanno chiamato in giudizio la Presidenza del Consiglio, come prevede la legge, per sottoporre la questione alla Corte Costituzionale.

Non sembra esattamente conforme alla legge che una banca, quale che sia, venga spogliata di tutti i suoi averi, e i risparmiatori non possano avere soddisfazione. Se un qualsiasi imprenditore in dissesto si spoglia dei cespiti dell’azienda per sottrarli alla legittima soddisfazione dei creditori, incorre giustamente nelle sanzioni di legge. Non dovrebbe fare differenza per lo Stato, che agisce tramite i suoi apparati. Anzi, gli organi pubblici dovrebbero essere più rispettosi. Evidentemente, qualcuno non la pensa così.

 

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

Leggi gli altri articoli
eugene-soltes-book
Economia, Primo Piano / Why they do it, Perché lo fanno