Reato di agropirateria in arrivo

phpthumb_generated_thumbnail

Il reato di agropirateria, di prossima introduzione nel sistema giuridico, potrà proteggere il patrimonio agroalimentare nazionale, a condizione che non si lasci spazio agli escamotage fraudolenti delle imprese, che della contraffazione hanno fatto un business milionario. La correzione del mercato, invaso da prodotti ingannevoli sotto il profilo informativo, non sarà semplice, né immediata. Il Sole 24 Ore, commentando il progetto di legge, ha giustamente ricordato il caso dell’olio d’oliva etichettato con nome italiano, ma con contenuto di importazione. Ne abbiamo scritto più volte e abbiamo ospitato vari esperti di settore. La produzione olearia nazionale non soddisfa la domanda di consumo, che, in prevalenza, richiede il prodotto “artigianale” territoriale. Dalla raccolta alla tavola, nel raggio di pochi chilometri. In certe regioni, ad esempio in Toscana, in Puglia e in Abruzzo, è molto diffusa la piccola produzione familiare. Poche piante, se la stagione è propizia, bastano al consumo della famiglia allargata, dai nonni ai nipoti. E, anche se i frantoi a macina appartengono alla memoria del passato, non è inusuale che i piccoli produttori assistano in frantoio al trattamento delle proprie olive. Queste abitudini della tradizione non saranno toccate dalla nuova norma. Mentre saranno travolte le abitudini delle imprese medio – grandi che vantano la produzione nazionale, o addirittura territoriale, senza avere piante a disposizione. Non è impossibile esercitare un controllo rigoroso sui produttori, anzi, per dirla tutta, ci sono gli strumenti da tempo. C’è il catasto olivicolo nazionale. Basta farlo funzionare per avere l’evidenza che tante etichette sono fasulle e che il prodotto è molto meno genuino di quanto si creda (e si speri). Un altro settore che sarà potenzialmente corretto dalla nuova disciplina è il caseario. Partendo dal latte, sul quale nei decenni passati non sono mancate polemiche e legittime rivendicazioni dei produttori locali, inascoltate dalla politica. Ci piace notare che la norma tutela almeno due interessi nazionali: la produzione locale e la corretta informazione, a tutela delle piccole e medie imprese italiane che lavorano con capacità e onestà.

 

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*