Olio extravergine, stagione 2014 schizofrenica


Il mercato dell’olio extravergine, prodotto simbolico della tradizione italiana e della cucina mediterranea, apprezzato negli Stati Uniti e in Cina, brand del Made in Italy nel mondo globale, sta attraversando una stagione schizofrenica. Il prezzo dell’olio extravergine ha raggiunto, alla camera di commercio di Bari lo scorso 11 novembre, la quotazione di euro 6,80 per il prodotto con acidità inferiore allo 0,4 per cento e di euro 6,10 per il prodotto con acidità inferiore allo 0,8 per cento, a fronte di una quotazione quasi stabile (euro 2,8 in lieve ascesa dal precedente livello di euro 2,5/2,6) del prodotto spagnolo.

Causa del balzo in avanti della quotazione italiana sembra essere la stagione particolarmente avara di raccolto. La stima ufficiale al momento è attestata sulla flessione del 35 per cento, ma i prezzi del prodotto al consumo registrano già adesso incrementi più sostenuti. Allo stesso tempo la Coldiretti denuncia un incremento delle importazioni di prodotto dalla Spagna e le difficoltà di riconoscimento del prodotto importato per difetto di trasparenza dell’etichetta.

Roberto Moncalvo, presidente della Coldiretti, ha dichiarato al Sole 24 Ore “Il calo della produzione (in Italia) e l’aumento delle importazioni deve impegnare le istituzioni a fermare un circolo perverso che tollera la presenza di troppe bottiglie di olio che di italiano hanno solo le immagini dei nostri territori e dei nostri monumenti e tolgono spazio al Made in Italy autentico in Italia e all’estero. Gli strumenti ci sono e basta applicarli”.

Secondo i calcoli della Coldiretti due bottiglie su tre riempite in Italia contengono olio di oliva estero ed è necessario adottare misure straordinarie per garantire la trasparenza e contrastare le contraffazioni a tutela dei consumatori. Tanto più che il balzo in avanti del prezzo di prodotto in Italia trascina il prezzo del prodotto importato, che viene presentato come italiano senza esserlo, con profitti straordinari per i distributori meno onesti.

Il Nuovo Mille ha segnalato in precedenza che il mercato, complici anche fattori meno legati alla raccolta e alla produzione, sarebbe stato inevitabilmente alterato in favore dell’industria olearia, a discapito della produzione nazionale e delle legittime attese dei consumatori, e gli specialisti di settore, che numerosi collaborano con il giornale, non sono stati avari di informazioni e di avvertenze. E’ necessaria una concreta sollecitazione delle autorità competenti da parte dei consumatori e dei produttori per bene, che vengono severamente colpiti dalla distorsione di mercato e che sono tentati di ricorrere, a loro volta, alla adozione di modalità produttive scorrette.

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