Non girarsi dall’altra parte, dice il ministro Costa

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Il ministro per l’ambiente Sergio Costa, in vacanza al mare, è intervenuto di persona in un caso di inquinamento e ha invitato i cittadini a non girarsi dall’altra parte quando vedono qualcosa che non va. Siamo d’accordo con lui.

Ci permettiamo soltanto di precisare che la denuncia dei comportamenti illeciti non si può limitare all’inquinamento ambientale, ma deve estendersi a tutti i fenomeni di degrado e di malfunzionamento di sistema e, a maggior ragione, alle attività illecite che, contravvenendo alla legge, distruggono le attività economiche e provocano gravissime disuguaglianze (ignorate dalla politica) tra i cittadini.

Il NuovoMille.it e i legali di riferimento, in effetti, sono antesignani della difesa attiva della comunità nazionale.

Non sempre, però, le istituzioni rispondono. Non ci riferiamo soltanto al caso Seat Pagine Gialle, che, senza il nostro intervento, sarebbe passato come un effetto marginale della crisi economica globale, e che, ancora oggi, vede la Consob schierata in giudizio a difesa delle operazioni contestate agli amministratori rinviati a giudizio penale.

Ci riferiamo anche alla sciagurata vicenda del Monte dei Paschi e alla mancata impugnazione del famoso contratto di acquisto di Banca Antonveneta, che è stato la causa del dissesto. Eppure, i nostri legali di riferimento hanno sollecitato la dirigenza della Banca e la Fondazione ad esaminare il contratto sotto il profilo della validità, a fini risarcitori.

Entrambi i dissesti, di Seat e di Mps, hanno provocato danni miliardari agli azionisti di minoranza, ai rispettivi settori economici e a tutti gli stakeholders, incidendo direttamente e indirettamente sul tessuto economico e sociale e sull’Erario. Eppure, in entrambi i casi, le istituzioni competenti sono rimaste inerti o hanno resistito (come la Consob nel caso Seat) all’iniziativa privata, ignorando le disposizioni costituzionali a tutela del risparmio e dell’utilità sociale dell’attività economica (richiamata dal presidente Conte in occasione del crollo del ponte Morandi) e le leggi primarie che sanzionano le attività illecite anche in sede civile.

Nessun azionista di minoranza di Seat è stato ancora risarcito, malgrado l’evidenza del danno provocato dai soggetti responsabili. Le autorità competenti sono rimaste inerti anche nel settore dell’attività produttiva che potrebbe costituire la cifra della ripresa nelle Marche.

Pochi sanno che la crisi del mercato ortofrutticolo della rigogliosa regione situata tra il Tronto e l’Aso, nel sud delle Marche, è stata indotta dal servizio inconsistente del Centro Agroalimentare Piceno, sito tra San Benedetto del Tronto e Monteprandone, realizzato già obsoleto per ragioni politiche, da sempre in stato di crisi (conclamata dalle consistenti perdite di esercizio), eppure resistente, così come l’assessorato competente della Regione Marche, ad avvalersi del contributo professionale volontario di un gruppo di generosi tecnici del settore e di giuristi di impresa. Le gravi perdite del Centro Agroalimentare e l’inesistenza di prospettive saranno presto sottoposte alla competente autorità giudiziaria per le decisioni di legge, ma sarebbe stato auspicabile che le istituzioni territoriali competenti avessero prestato la dovuta attenzione, invece di esibire il consueto sussiego del potentato nei confronti del cittadino qualsiasi.

Ecco, per dire che non tutti i cittadini sono impermeabili alle manomissioni di sistema, ma, senza l’ascolto e l’intervento puntuale e tempestivo delle istituzioni, nulla si può fare.

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