MPS, sia fatta una vera inchiesta sul dissesto

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Il titolo di Monte dei Paschi è crollato e lo Stato, o, più esattamente, la collettività dei cittadini italiani, ha perso miliardi, in pochi giorni. Una perdita inaspettata o prevedibile? Del tutto prevedibile. Un’operazione di interesse pubblico? Tutt’altro, e diciamo perché.

La Banca è stata macerata dall’acquisizione di Banca Antonveneta, di cui nessuno, soggetto pubblico o privato, ha impugnato il contratto e ha chiamato a risponderne tutti i soggetti responsabili a vario titolo. Semplice disservizio o autotutela della Pubblica Amministrazione allargata? Non crediamo, pensiamo piuttosto ad un decorso programmato, affidato a persone di fiducia. In un Paese normale (ironia della sorte che D’Alema avesse invocato un Paese “normale” durante il suo Governo!) l’acquisizione, non autorizzata dalla Banca d’Italia alle condizioni di contratto (essendosi sommato l’accollo del debito di circa 9 miliardi al corrispettivo erogato – e autorizzato – di 9 miliardi), non sarebbe stata realizzata. Punto. Per questo sosteniamo da tempo che il contratto presenta profili di invalidità tali da suscitare una controversia risarcitoria, se non l’annullamento tout court, con ogni conseguente effetto di legge. E abbiamo allertato sia la Banca, che la Fondazione. Inutilmente.

Tutto ciò che è seguito è una vera e propria lesione dell’interesse nazionale, che colpisce al cuore lo Stato e produce gravissime perdite sociali, economiche e finanziarie, di cui ancora non si vede l’effettiva estensione (e non perché, volendo, non si possa). Il Governo Monti, invece di assumere le iniziative dovute, ha infelicemente assicurato la copertura, teorizzando la contrazione dei consumi, in danno del ceto medio, e, con ciò, provocando il più massiccio trasferimento di ricchezza dai ceti meno abbienti ai padroni del vapore, rappresentati e rappresentanti. Poche persone che fanno benissimo il loro mestiere di profittatori. Incidentalmente, ecco spiegata concretamente una delle tante cause che hanno concorso alla sconfitta del Pd.

Non che il rispetto e il ripristino della legalità siano una esclusiva del Pd – dovrebbero essere la cifra della Politica e delle Istituzioni di settore! – ma dal Pd l’elettorato si aspetta un impegno specifico nella riduzione, se non nell’eliminazione, delle disuguaglianze, non il sostegno ad una Politica di contrasto al benessere diffuso. Ne tengano conto i dirigenti del Partito, invece di interrogarsi su cosa non abbia funzionato nella “comunicazione”, come se la sostanza del malessere, fatto di macelleria sociale, non venga percepita.

Chiediamo che venga fatta l’inchiesta, finora mancata, sul dissesto di Monte dei Paschi, con la partecipazione di controllo dei cittadini normali, visto che della Politica, fino a prova contraria, poco ci si può fidare.

 

 

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