Mps, caso di abuso del potere

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I Poteri sono tanti, frastagliati e spesso collusi tra di loro nella congiura del silenzio, del “muro di gomma”, dal bel film di Marco Risi. Ognuno sostiene l’altro e tutti insieme si sostengono tra loro.  L’abuso di potere si concretizza ogni volta che il diritto del cittadino viene ignorato o respinto con motivi fantasiosi e, nel frattempo, si consumano tragedie di vita.

La principale imputata è la politica, articolata nei suoi poteri principali e secondari, istituzionali e derivati, in sostanza il Parlamento e il Governo e le migliaia di nomine di presidenze di autorità e società pubbliche, che, non di rado, rispondono a criteri di clientela, se non di affari veri e propri. Intendiamoci, non si tratta delle Istituzioni in quanto tali, altrimenti saremmo allo State Capture, alla conquista dello Stato, di cui ogni tanto parla Davigo, acerrimo nemico della corruzione. Si tratta delle persone che le incarnano indecorosamente.

Una volta c’erano l’Iri, l’Efim e le Partecipazioni Statali, i fondi neri e i danni di sistema su debito pubblico e privatizzazioni. Nel corso degli anni, tuttavia, la coltre dell’abuso si è estesa moltissimo, fino a riguardare la gran parte dei poteri che si sentono al riparo dai controlli, o per omertà o per eccesso di burocrazia o per disservizio di giustizia.

Noi seguiamo e denunciamo gli abusi che colpiscono il risparmio (i casi più eclatanti, per tutti ci vorrebbe un esercito) e che coinvolgono le istituzioni di settore, che fanno o non fanno e non danno risposte, nemmeno se qualcuno chiede con insistenza. Chi non ricorda Mussari, presidente del Monte dei Paschi e presidente dell’Abi (ironia della sorte!), inseguito per strada dalle domande “insolenti” (per Mussari) di Bertazzoni, anni dopo la sventurata acquisizione di Banca Antonveneta.

Il caso del Monte dei Paschi è stato coperto per i primi anni, perfino i giornalisti di inchiesta più agguerriti se ne sono accorti dopo che il sistema si è compattato. Sono passati oltre 10 anni, c’è qualche processo penale in corso tra Milano e Siena, una persona è stata assassinata e, nel frattempo, decorre la prescrizione, e i risparmiatori che, direttamente e indirettamente hanno perso miliardi, non sono stati risarciti (né, presumibilmente, lo saranno, anche se i presupposti del risarcimento ci sono tutti: danni, responsabili, nesso causale e risorse). E’ un caso evidente di disservizio delle autorità competenti.

Molti risparmiatori si sono lamentati con noi del muro del silenzio. Investiremo della questione la Banca d’Italia e, sulla base della risposta, informeremo i lettori e i risparmiatori traditi, che decideranno cosa fare.

 

 

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