Lo Stato continua a non pagare i crediti delle imprese


Il Governo ha deliberato le misure di sostegno all’economia, 400 miliardi di nuovo credito alle imprese, di cui 200 destinati a favorire l’esportazione, tramite il sistema bancario. Che deciderà tempi e modi. Lo Stato sostanzialmente interviene con la prestazione della garanzia alle banche, in misura variabile, a seconda che si tratti di piccole, medie o grandi imprese. Non immette direttamente denaro nel sistema economico, oltre il pacco dono alimentare veicolato tramite i Comuni e i 600 euro a un numero limitato di partite Iva. Poco più di una mancia. Il premier Conte, invece, ha parlato di svolta storica, presentando le misure con toni fin troppo enfatici. Stiamo ai dati e al confronto con altri Paesi. Stati Uniti, Germania e Svizzera hanno già iniettato denaro nei conti correnti dei cittadini, tanto denaro, che alimenterà la domanda, consentendo all’offerta dei prodotti di consumo di riprendere gradualmente quota, strappando quote di mercato ai prodotti italiani, di ogni genere.

Ci si aspettava una iniziativa analoga per l’Italia. Invece, ci sono tutte le premesse perché la domanda ristagni e – purtroppo – si deprima.

Draghi non è stato ascoltato da Conte, che si è mosso sulla scia del cattivo esempio del Governo Monti (anno 2011). I primi soldi potranno arrivare a maggio, ad essere ottimisti, forse dopo. Intanto le banche gonfiano il petto e non aprono il portafoglio. Non vogliamo essere per forza critici. Vorremmo che le raccomandazioni di altri più bravi di noi, non solo Draghi, fossero ascoltate. Helicopter Money, soldi a pioggia, per far mangiare le famiglie e per rimettere in moto l’economia. Non partono nel frattempo le opere infrastrutturali, che darebbero un po’ di lavoro, non tanto, sia pure nei tempi e nei modi della burocrazia italiana, che tutto dispone. E, comunque, anche partendo, gli effetti delle grandi opere non arrivano subito alla gente, non alimentano la domanda in pochi giorni, in poche settimane, come sarebbe necessario.

Un’altra misura che tutti aspettavano e non si è compiuta, è il pagamento dei debiti delle tante pubbliche amministrazioni italiane. Decine di miliardi, che ogni tanto appaiono nelle promesse elettorali dei partiti, che vengono abilmente vagheggiate dagli affabulatori di professione e, ad elezioni avvenute, scompaiono. Illusionismo. Qualche giornalista ogni tanto si accorge che l’Italia è stremata, che la gente non riesce a mettere insieme il pranzo con la cena, che la spesa proletaria è alle porte e che la rivolta sociale non è più un rischio remoto. Non si è arrivati a questo punto in un giorno e la pandemia non ha responsabilità esclusiva. Ma è piovuto sul bagnato.     

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