Le associazioni dei consumatori sono pagate dal ministero

Un momento del sit-in di un gruppo di risparmiatori delle banche, a pochi metri dalla sede di Bankitalia, Roma, 22 dicembre 2015. La manifestazione è stata organizzata dalle associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori, insieme al comitato vittime del salvabanche. ANSA/ GIORGIO ONORATI

La crisi di rappresentanza ha investito anche le associazioni dei consumatori. Si è visto bene nell’incontro dei risparmiatori traditi di Veneto Banca e della Banca Popolare di Vicenza con i ministri Salvini e Di Maio, quando gli organizzatori hanno gridato: dentro i risparmiatori, fuori le associazioni dei consumatori. C’era un motivo.

Pochi sanno che le associazioni sono state incorporate a tutti gli effetti dal Ministero dello Sviluppo Economico, dove siedono in un Consiglio Nazionale presieduto dal Ministro o da persona da lui delegata, realizzando, così, nella disattenzione generale, il massimo del conflitto di interessi!

Le associazioni dovrebbero tallonare le istituzioni, a tutela dei diritti affidati dai consumatori e dai risparmiatori. Invece, hanno un ufficio nel ministero, dal quale riscuotono lo stipendio, ovviamente in forma atipica. La teoria vuole che un ufficio del ministero svolga una funzione di controllo sulle associazioni. In pratica – come noi abbiamo verificato, ricorrendo inutilmente contro un’associazione – il dirigente sostiene la sua incompetenza e rinvia ad un altro dirigente, che non risponde alla corrispondenza. E’ il sistema del muro di gomma. A chi lo vai a raccontare: al ministro?

I risparmiatori sono del tutto privi di tutela pubblica, come milioni di persone hanno verificato da anni sulla propria pelle. Le banche hanno “impiegato male” i risparmi affidati dai correntisti e la Banca d’Italia ha declinato ogni responsabilità di vigilanza. Le società quotate hanno “perso” miliardi in operazioni discutibili, ma mai veramente discusse, e la Consob non l’ha notato.

Tra crediti deteriorati (oltre 300 miliardi) e perdite di Borsa (non risultano – guarda caso – dati ufficiali), è stata sottratta ai legittimi proprietari una somma equivalente almeno ad un terzo del debito pubblico. Nel frattempo, la gente arranca, il ceto medio scompare e i poveri aumentano.

Le principali responsabilità politiche sono del Pd e di Forza Italia, come abbiamo scritto più volte. Vediamo ora se Lega e M5S rimediano. Con Savona alla Consob, qualcosa potrebbe accadere. Lo verifichiamo e poi lo raccontiamo.

 

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