Le associazioni dei consumatori, inutili anzi nocive

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Il difetto di rappresentanza, che è alla base del progetto Rousseau di Davide Casaleggio, investe, oltre alla politica, tutte le agenzie della società civile, tra cui sindacati e associazioni di consumatori.

L’irrilevanza dei sindacati è evidente da tempo (per i lavoratori naturalmente, non per i segretari, dalla Camusso alla Furlan, che, dall’attività, si ritagliano prospettive e prebende). Meno evidente è l’inconsistenza delle associazioni dei consumatori, ai fini della effettiva tutela dei diritti affidati alle loro iniziative legali. Negli anni c’è stata la proliferazione di sigle, che, in pieno conflitto di interessi, hanno preteso e ottenuto il riconoscimento della esistenza in vita dalla politica, potenziale controparte, e un ufficio al ministero. Insomma, una cosa tutta italiana, da ridere, se non fosse da piangere.

I grandi misteri italiani, da Parmalat a Monte dei Paschi passando per Seat Pagine Gialle, sono sfilati sotto gli occhi delle associazioni, che non hanno prevenuto i collassi finanziari miliardari (apparentemente decine di miliardi, in realtà centinaia, considerando i casi meno noti e il danno riflesso sull’economia nazionale) e non li hanno rimediati. Una guerra che ha mietuto vittime, in senso proprio: suicidi veri per disperazione e suicidi apparenti, che ha lasciato le associazioni indifferenti e indenni da critiche.

Ad un certo punto, qualche genio del male assiso nella stanza dei bottoni ha inventato il CONAPA, un’associazione delle associazioni, “per dare voce ai piccoli azionisti” (sostanzialmente per controllarli), che è sfuggita ai nostri numerosi tentativi di ricerca e di cui non sono note le gesta. Dopo molti anni e dopo molte raccolte di voti dei piccoli azionisti (non da parte del CONAPA, per quanto ci risulta), dalle parti della Consob qualcuno ha detto che bisognerebbe regolare il fenomeno del voto azionario sollecitato. Vedremo come andrà a finire.

Se Casaleggio, e con lui il capo politico e i parlamentari del M5S, volessero veramente tutelare il risparmio e mettere fine alle rapine, potrebbero ancora svolgere una attività sociale, utile agli altri e al partito, meritando, alle prossime elezioni, la conferma del voto. Così stando le cose, francamente, non sembra che il loro impegno stia rimediando ai maltolti. Nel frattempo le sigle delle associazioni proliferano. Senza utilità dei risparmiatori.

 

 

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