L’analisi di Bono, Fincantieri


La mancanza di un progetto di integrazione europea si avverte più sensibilmente adesso, in epoca di coronavirus, ma risale agli errori compiuti con i trattati degli anni 90 in materia di finanza e moneta, sostanzialmente indifferenti ad un progressivo e armonico adeguamento economico.

Con la conseguenza che si sono accentuate le sovrapposizioni tra paesi, soprattutto tra paesi fondatori, deleterie ai fini del processo di integrazione, e, all’interno dei paesi, le disuguaglianze tra ceti sociali, in favore di un ristretto circolo di operatori finanziari. Che agiscono in conflitto di interessi con il progetto di unione e perfino con i rispettivi paesi di origine.

Un conflitto che si è stratificato, è sorretto da imponenti interessi extraeuropei ed è confliggente con l’integrazione industriale europea, a cui principalmente dovrebbero concorrere Italia, Germania e Francia.

Questa situazione si riflette nelle dichiarazioni sconsolate della Presidente Ursula von der Leyen, oggettivamente incapace di adempiere al suo ruolo mediante le integrazioni di risorse e di competenze in sede europea, succube dei diktat nazionalistici dei paesi che passano per essere frugali e sono invece avidi e, tutto sommato, anche improvvidi.

Un’ottima analisi della situazione è stata fatta da Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri, nel corso di un’intervista: centrata sulla mancanza di valutazione delle contingenze irrisolte e sulle carenze di progettualità.

Ricordiamo che Fincantieri ha scontato sulla propria gestione le lacune del progetto europeo, per il pregiudizio sciovinista manifestato nei suoi confronti da Macron nella circostanza dell’acquisizione del cantiere navale francese prossimo al fallimento.

 Un’occasione mancata o ritardata, rispetto alla concorrenza dei cantieri orientali e statunitensi, che ha nuociuto alla Francia, all’Italia e all’Europa. L’anima industriale dei paesi fondatori dovrebbe costituirsi in iniziative congiunte, associative e operative, per colmare il gap con la finanza.  

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*