L’allerta della crisi d’impresa c’è sempre stata

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La grande novità della recente legge sulla crisi d’impresa sarebbe rappresentata dalle misure di allerta. Come se, in precedenza, l’allerta e l’intervento (che dovrebbe seguire all’allerta) non costituissero preciso obbligo di legge dei controllori interni ed esterni. Come dire: prima non c’era l’obbligo dell’allerta, quindi tutti innocenti.

Non siamo per niente d’accordo. Anzi, pensiamo che l’enfasi sull’allerta sia strumentale a “superiori interessi” (da proteggere). L’obbligo dell’allerta e dell’intervento c’è sempre stato, a carico dei controllori interni (a vario titolo, non solo i sindaci) ed esterni (dalle banche, all’Inps, alla Consob).

Per dirla tutta, le banche non avrebbero dovuto riconoscere merito di credito a imprese dissestate (amiche?), che ovviamente non hanno restituito e sono entrate nel novero dei 300 miliardi (se bastano) di crediti in sofferenza (tolti ad altri).

In Italia, dagli anni del boom (prima non sappiamo), c’è stata tolleranza per le piccole e medie imprese riottose al rispetto delle leggi che disciplinano l’attività economica, come scambio (favorito dalla politica tramite le nomine nella Pubblica Amministrazione e nelle Autorità) per il regime di favore delle grandi imprese pubbliche e private. In sostanza, ha detto finora lo Stato, voi piccoli e medi imprenditori non protestate per le prebende che distribuiamo tra i nostri amici e grandi elettori, che controllano risorse finanziarie e stampa, e, in cambio, fate come vi pare con il credito facile e i bilanci inattendibili.

La Cassazione ha tentato periodicamente di porre un freno, stabilendo principi di buona amministrazione, tra cui lo stop alle attività in perdita protratta, ma non si possono portare in tribunale centinaia di migliaia di casi. Così intorno ai disservizi sono fioriti gli affari e sono cresciuti professionisti, poco eleganti, ma molto efficaci.

Ogni tanto qualcuno è incappato nelle maglie della legge, per i più disparati motivi, ma il “sistema” ha retto. E certamente non per l’assenza di leggi.

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