Lagarde colpisce l’Italia


Christine Lagarde, presidente della Bce, avvocato, ha parlato dello spread e la Borsa italiana è crollata. E’ stato casuale? In Italia si sono adirati tutti, da Mattarella in giù, senza eccezioni, una volta tanto. La Meloni ha suggerito che la Bce potrebbe aspirare ad una guida migliore, ma non ha precisato cosa pensi del merito della gaffe. Se ritenga, in sostanza, che la Lagarde sia incorsa in una imperdonabile leggerezza o in una deliberata aggressione all’economia italiana. I mezzi di comunicazione, quando c’è una flessione o un crollo della Borsa, dicono che la Borsa ha perso. E’ vero, ma è soltanto una parte della verità. La Borsa, cioè il flottante di Borsa, ha perso, e hanno perso quelli che hanno venduto. Non quelli che hanno comprato. Magari scommettendo sul ribasso. Magari impiegando poche risorse. Magari sapendo, diversamente da altri, che qualcosa sarebbe accaduto o stesse accadendo, qualcosa che avrebbe trascinato le quotazioni verso il basso. Chi compra guadagna o, meglio, specula, sulla base di una notizia nota soltanto a chi si muove in senso contrario. Anzi, ci correggiamo ancora, chi fa così, non specula, “ruba”, tecnicamente commette il reato di insider trading. La Consob ha una capacità di diagnosi dei flussi che sfuggono agli analisti e agli osservatori. La Consob è in grado di dire agli italiani se gli speculatori siano stati fortunati o scaltri – il che è consentito dalla legge – oppure se abbiano saputo che dalla Bce sarebbero state pronunciate parole dissennate per l’Italia e molto sensate per loro. E, in tal caso, come abbiano saputo. Se ci sia stata una “gola profonda”, ora seduta su tanti milioni di euro. Perché la “perdita” dei risparmiatori (e la vincita degli speculatori) è stata calcolata in tante decine di miliardi. La Lagarde ha tentato di rimediare, ha detto, poco dopo, il contrario (quasi) della frase che ha provocato il crollo della Borsa. Che il compito della Bce non è occuparsi dello spread. Allora perché ne ha parlato? Un avvocato conosce il linguaggio, sa che esprimersi in pubblico o in privato o in un convegno non è la stessa cosa. In base ai principi del diritto, che lei ben conosce, la Lagarde, con le sue parole, si è candidata al risarcimento dei danni provocati e alle dimissioni. La Meloni potrebbe riprendere il discorso, che interessa tutti gli italiani, non soltanto chi ha subìto la perdita, e approfondirlo fino alle estreme conseguenze. E, nel frattempo, Paolo Savona, presidente della Consob, potrebbe dire agli italiani cosa è successo. La Consob, volendo, ha gli strumenti per farlo.

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