La Lega contrasti l’invasione economica

salvini-giorgetti

Salvini ci ha dato retta, o, almeno, ha fatto un’analisi coincidente con la nostra, e ha spiegato cosa è successo in agosto. Giorgetti gli ha dato una bella mano. Salvini a Porta a Porta e Giorgetti a Fuori dal Coro hanno informato gli italiani, sconcertati dalla crisi agostana, che il Contratto di governo con i Cinque Stelle si era incrinato dopo il successo elettorale della Lega e che Conte non si muoveva più in sintonia, ma in conflitto, a favore dei poteri forti.

La crisi più pazza del mondo è stata così finalmente spiegata. Sia Salvini che Giorgetti hanno convenuto (con la gente e con noi) che modi e tempi sono stati sbagliati, ma hanno confermato la necessità della crisi, per tornare sulla rotta del Contratto, o per uscirne, per non essere complici delle manovre in corso, congegnate a Parigi, Berlino e Bruxelles ed eseguite in Italia da Conte e dal suo gruppo di riferimento. Ci sarà, quindi, opposizione in Parlamento, guerreggiata, senza sconti a nessuno.

Ora vorremmo che Salvini e Giorgetti ci dicessero altre cose. Ad esempio, come la Lega intende prevenire l’ondata degli assalti alle aziende italiane. Noi scriviamo da tempo (e lo abbiamo dimostrato) che le attività di contrasto, quelle poche che ci sono, sono intempestive e inseguono le responsabilità, invece di prevenirle. In teoria, gli apparati dello Stato ci sono e sono articolati e influenti, ma non influenzano (e non prevengono). Secondo noi, in maggior parte per inadeguatezza e in minor parte per connivenza.

Ci sono ovviamente persone capaci e volenterose, che si confrontano con i mostri mondiali assistiti da grandi organizzazioni professionali, molto attrezzate, che non hanno bandiera. Negli apparati ci sono persone altrettanto capaci, motivate e organizzate? Temiamo di no, o, almeno, non in misura sufficiente.

Ecco, la risposta a questa emergenza potrebbe qualificare l’opposizione della Lega, smascherando gli obiettivi delle manovre di palazzo, che producono povertà e disuguaglianze, e arrivano nelle case degli italiani con le bollette, la qualità e il prezzo dei prodotti alimentari, riducendo la domanda dei consumi e aumentando la pressione fiscale di tutti i tipi, visibili e invisibili. Sarebbe un’opposizione nuova e utile alla Lega e al Paese.

 

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*