La cura Barucci per la ricostruzione


Orlando Barucci, nuovo presidente di Vitale & Co., dopo la scomparsa nel 2019 di Guido Roberto Vitale, ha rilasciato un’intervista al Sole 24 Ore, che merita di essere citata per la lucida semplicità del pensiero consegnato ai lettori.

Sulla prospettiva della ripresa del sistema Paese, angariato dall’epidemia, Barucci non esita a raccomandare un immediato sostegno alle piccole e medie imprese, anche sotto forma di sgravi fiscali e contributivi, perché “stando aperti si tutela l’avviamento delle società e la continuità aziendale”. E aggiunge che “l’incremento del debito rischia di mettere in crisi molte aziende … servono aumenti di capitale … lo Stato deve agire da moltiplicatore degli investimenti privati”. Una ricetta tecnica, ma comprensibile anche ai non addetti, di pronto impiego, per chi la voglia comprendere.

In conclusione dell’intervista, il giornalista ha chiesto cosa avrebbe consigliato Vitale in questa emergenza, e Barucci   “Direbbe che bisogna andare avanti con coscienza, razionalità e coraggio, cogliendo le opportunità che si presentano e accettandone i rischi”. Cogliamo l’occasione per ricordare ancora ai nostri lettori la figura di Vitale, un finanziere atipico, capace e dedito ai suoi compiti di consulente, consapevole, tuttavia, dei danni che la finanza senza freni di molti operatori produce all’economia e alla collettività. Intervistato dal Corriere della Sera sui guasti di tanta finanza d’impresa, Vitale rispose con franchezza inusitata per l’ambiente di appartenenza, dimostrandosi fortemente critico nei confronti di tanti suoi concorrenti. Parlò esplicitamente di finanza asociale e del club di businessmen (a cui noi ascriviamo anche alcuni professionisti) che preferiscono introitare 100 milioni e vivere sotto scorta, piuttosto che guadagnarsi la legittima remunerazione delle capacità impiegate a favore della clientela.

Di Cuccia, fino a pochi anni prima dominatore quasi assoluto della finanza italiana dalla tolda di Mediobanca, Vitale ricordò il consiglio dispensato a Prodi: di non visitare le imprese per non correre il rischio di innamorarsene (e – aggiungiamo noi – per disporne così disinvoltamente). Ci auguriamo che i consigli di Barucci siano ascoltati e che la boutique professionale da lui presieduta possa contribuire alla ricostruzione del Paese.

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