Intelligence, riscoperta delle fonti aperte e del fattore umano


Uno nostro redattore ha segnalato su queste colonne (http://www.nuovomille.it/politica-estera/da-echelon-a-prism-qualcuno-ci-ascolta) l’esigenza e le modalità di protezione delle informazioni riservate a tutela degli interessi economici aziendali e pubblici connessi.

Ora, noi segnaliamo l’esigenza della capacità di lettura delle fonti aperte e l’influenza del fattore umano nelle attività di contrasto della guerra economica, che attraversa indenne l’Italia da molti anni, provocando danni miliardari a carico del sistema pubblico – privato. L’esistenza della guerra economica è documentata da fonti parlamentari, dai documenti ufficiali dei Servizi Segreti, da libri (particolarmente interessanti quelli scritti da Aldo Giannuli, esperto e consulente di Procure e Commissioni Parlamentari), dalla rivista Gnosis, pubblicazione ufficiale dell’Aisi, primo Servizio al mondo a decidere di uscire dall’allure di segretezza che contraddistingue le attività di intelligence. Ed è avvertita, la guerra in corso, sulla propria pelle, dai risparmiatori, dagli imprenditori, dai cittadini meno protetti o più esposti.

La denuncia della guerra economica e dei danni al sistema – Italia è stata fatta dai Servizi Segreti, impegnati sul fronte interno ed esterno, fin dalla prima relazione pubblica sull’attività di intelligence, nel 2007, in concomitanza con la ristrutturazione dei servizi. Da allora, la denuncia è stata ripetuta, sempre più allarmata, sempre meno ascoltata.

Non dubitiamo che i Servizi e le Forze dell’Ordine collegate continuino a fare il proprio dovere e a svolgere attività di contrasto, di decifrazione e di denuncia. Con effetti relativi, a giudicare dalla loro stessa, ribadita denuncia, dai danni proseguiti e dai rimedi inesistenti o inefficienti. Per evitare di esercitare la fantasia e per stare, invece, nel concreto, in quello che tutti vedono e avvertono, sfioriamo il tema doloroso della Borsa italiana, dei collassi finanziari provocati in danno dei piccoli risparmiatori (dei quali oggi viene sollecitata la sottoscrizione dei Buoni del Tesoro) e del mancato intervento di contenimento e di sanzione da parte di chi avrebbe dovuto, per la funzione assegnata dalla legge.

Sfioriamo soltanto il tema per esigenze di spazio editoriale, ma ci impegniamo a riprenderlo quanto prima, documenti alla mano.

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