Il “M.i.l.l.e.” e il diritto di credito


Dalla proprietà al diritto di credito” potrebbe essere il titolo di un saggio di economia o di diritto: è invece l’osservazione di un fenomeno che, in pochi decenni, ha mutato il volto della storia e dell’economia. Oggi non è più importante avere in proprietà, quanto avere in uso, o a scopo di consumo o a scopo di produzione.
In entrambi i casi l’utilizzatore matura nei confronti del prestatore un obbligo di restituzione, normalmente in denaro, che assume, in diritto e nel linguaggio corrente, il nome di debito, contraltare del credito, nell’ambito del rapporto obbligatorio che lega i due soggetti. La caratteristica del rapporto è costituita dal differenziale temporale delle due prestazioni: dapprima un soggetto consegna una cosa o del denaro, in seguito l’altro soggetto è tenuto alla restituzione nei termini previsti dal rapporto contrattuale.

Se la prima prestazione è certa (diversamente il rapporto non si costituisce), la seconda prestazione è divenuta, purtroppo, assai incerta, dipendente da variabili economiche, o, per disservizio di giustizia, semplicemente dagli umori del debitore, che sempre più spesso non sembrano consentire una restituzione puntuale e integrale.
Il mancato rispetto dell’impegno debitorio nell’ambito di un rapporto tra soggetti che non esercitano attività di impresa non influenza l’economia. La mancata soddisfazione di un credito di impresa influenza l’economia, eccome!

Questa semplice verità che è chiara alle centinaia di migliaia di imprenditori italiani e non, tuttavia, non deve sembrare così evidente a politici, amministratori pubblici e giudici, che, nell’esperienza di tanti operatori della giustizia, offrono una tutela ineffettiva agli aventi diritto, danneggiando le imprese che non riescono a riscuotere i propri crediti e la stessa economia dello Stato per tutte le comprensibili ricadute della insolvenza delle attività di impresa.

Se l’Opinione vorrà ospitare altri interventi sul tema, avrò piacere di illustrare nel dettaglio, da legale che opera nel settore, la assoluta gravità della materia,tanto grave da essere causa o concausa di esclusione del nostro Paese da non pochi investimenti internazionali. Il Nuovo M.i.l.l.e. – Movimento per l’Italia Libera nella Libera Europa, attento ai veri e concreti problemi dei cittadini, oltre ad occuparsi di politica per sorvegliare che le istituzioni funzionino e rendano quotidianamente ai cittadini il conto della gestione, non solo nel momento delle elezioni, è impegnato ad affrontare questi e altri nodi dei disservizi, imposti alla cittadinanza da politici di tutti gli schieramenti protesi ad ottenere il consenso elettorale per tramutarlo spesso in gestione del potere incoerente con i loro stessi programmi di governo del Paese.

Il M.i.l.l.e., con le forze modeste dei propri appartenenti e di tutti i cittadini che ne apprezzano le iniziative sociali e politiche, confidando nell’attenzione dei mezzi di diffusione realmente liberi, si rivolgerà alle autorità competenti per sollecitare speditezza ed effettività dei giudizi e delle procedure di recupero dei crediti e si adopererà in tutte le sedi per promuovere una cultura di impresa coerente con la norma costituzionale che pone la libera iniziativa al centro dell’economia dello Stato, coniugandola con i valori etici del lavoro.

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