Il caso Seat alla Commissione Banche e al Copasir


I risultati delle elezioni regionali e del referendum sulla riduzione dei parlamentari hanno ravvivato il dibattito su politica e antipolitica.

Sergio Rizzo, invitato a Stasera Italia come noto critico della casta politica, è stato stuzzicato da Capezzone sul metus dimostrato, invece, nei confronti del ceto bancario e finanziario, che controlla, di fatto, i grandi giornali. Rizzo ha risposto che la sua storia e i suoi libri dimostrano il contrario.

Allora, porgiamo a Rizzo e Capezzone l’opportunità di dimostrare ai lettori la loro indipendenza di giudizio rispetto ad una questione che inquieta milioni di cittadini italiani in qualità di risparmiatori traditi (per centinaia di miliardi) da banche e società, invitandoli a commentare sui rispettivi giornali la notizia del ricorso alla Commissione Banche e al Copasir del legale di un gruppo di soci di minoranza della società quotata Seat Pagine Gialle, ora denominata Italiaonline.

Ricordiamo che 500 mila azionisti Seat hanno perso complessivamente oltre 10 miliardi. La materia del risparmio tradito è stata sottoposta dal legale a Commissione e Comitato perché il risparmio presenta un aspetto di interesse pubblico, oltre che privato, è bene teoricamente tutelato dalla Costituzione ed è considerato materia di sicurezza nazionale, oggetto di guerra economica e finanziaria, nelle relazioni annuali del Copasir.

I fatti degli ultimi 20 anni dimostrano che il risparmio nazionale, attraverso modalità finanziarie e giuridiche immaginose, viene costantemente sottratto ai legittimi titolari, che periodicamente incrementano le statistiche dei suicidi, e alle esigenze del finanziamento pubblico.

La stampa nazionale fino a qualche anno fa pubblicava le notizie dei dissesti artificiosi, poi è scesa la coltre del silenzio. Così come sul caso Seat, sui miliardi approdati su lidi esteri e sui disservizi di sistema.

Un patto virtuoso tra professionisti impegnati nella tutela degli interessi pubblici e privati e la stampa potrebbe avvertire l’opinione pubblica che non tutto è perduto. Che si può rimontare la china.    

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