Ignorate dalle autorità le condizioni fondamentali dell’economia

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Nell’attesa che Carlo Calenda accolga il nostro invito a dibattere il tema della democrazia liberale in Italia, che riguarda anche l’economia (ma non solo), i “tavoli” di confronto tra il Ministero dello Sviluppo Economico e le imprese dissestate o indisciplinate aumentano.

Ai tavoli più noti si devono poi aggiungere i dissesti, molto più numerosi, che sfuggono all’informazione e non giungono ad alcun confronto, e che, nella maggior parte dei casi, sono dovuti a ragioni che esulano dal mancato gradimento del mercato (che potrà costituire oggetto del dibattito con Calenda).

Noi, per il momento, ricordiamo che le autorità preposte al funzionamento del mercato, che è entità complessa, non sembrano ferrate sull’argomento. Negli ultimi tempi si sono avvicendati, al ministero e sulla stampa, per vari motivi estranei o contrari agli interessi nazionali, i casi Whirpool, Mercatone Uno, Acciai Speciali Terni, Blutec, Balloon, e si riaffacciano casi che sembravano disciplinati da accordi e programmi (tra cui l’Ilva).

Il settore dell’Ortofrutta, in Italia teoricamente baciato dalla buona sorte, è gravemente sofferente per carenze infrastrutturali (questo è noto) e, aggiungiamo, per gravi carenze politiche e giudiziarie (questo è meno noto), a cui si potrebbe rimediare. Intanto, annuncia il Sole 24 Ore, la Spagna prende il sopravvento.

Non pensiamo che il Ministero dello Sviluppo Economico o le autorità del settore economico abbiano la responsabilità diretta esclusiva dei dissesti o dei mancati rimedi. Pensiamo, però, che abbiano la responsabilità, non esclusiva, di ignorare la complessità di funzionamento del sistema economico, fondato su condizioni, teoriche e concrete, che in Italia sono sistematicamente trascurate o violate, nell’indifferenza di sistema. Di cui molti si approfittano per tornaconto personale, in danno della comunità nazionale.

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