Guerra economica in atto, strutture manchevoli

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Siamo in piena guerra economica, l’Italia è al centro del conflitto, nel mirino di Stati, di finanzieri e di imprenditori, e non si sta difendendo. L’abbiamo scritto più volte, da anni a questa parte, e nei giorni scorsi abbiamo denunciato la perdita di credibilità delle istituzioni bancarie e finanziarie, a cui ascriviamo di diritto anche l’Anac, per il ruolo e l’influenza sull’economia.

E abbiamo sollecitato il Governo, nella persona del Presidente Conte, a costituire presso la Presidenza una struttura agile che lo avverta e lo consigli, per scongiurare le insidie di questo conflitto in atto, che coinvolge l’Italia dagli anni 90, provocando perdite, disoccupazione, malessere sociale.

Perché, a giudicare dal “prodotto finito”, cioè dal risultato verificabile delle strategie di contrasto, le strutture operative in funzione sono impegnate in altri campi, ma non in quello economico e finanziario. Il conflitto è asimmetrico, soggettivamente e oggettivamente, perché l’Europa è nel caos, per effetto di strategie avverse e per fattori casuali, e l’Italia, come media potenza finora allineata con gli Stati Uniti, oggi alla prese con fattori sconosciuti e sottostimati, rischia di perdere il suo ruolo in Europa e nel Mediterraneo, perché niente è più garantito, come una volta.

Il caos libico, fortemente voluto dalla Francia e dal Regno Unito, è frutto anche dell’errore di valutazione del Gabinetto Berlusconi e l’Italia sta pagando un prezzo salato per questo errore, come si è visto di recente in occasione della conferenza di Palermo. Il fronte interno nazionale è compromesso da elementi hard e soft ed è inquinato da esponenti sleali verso i cittadini e le istituzioni. Il fronte esterno è mutevole e le alleanze sono estemporanee e comunque devono essere sempre verificate in corso d’opera.

Come primo compito, questa struttura agile, che consigliamo al Presidente Conte, dovrà (o dovrebbe) identificare le aree di crisi e ovviamente le modalità di intervento, tramite le strutture esistenti, e monitorare i risultati, senza darli per scontati. Con immediatezza e costi contenuti, ampiamente ripagati dai risultati, il Governo potrebbe acquisire meriti concreti.

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