Finmeccanica spezzatino, dice il Fatto


Del Fatto si può dire (quasi) tutto, ma non che non sia informato e non abbia la capacità di farsi sentire (soprattutto Travaglio). Quindi, se il Fatto dice che la nomina di Alessandro Profumo, in sostituzione di un manager bravo come Moretti, prelude allo “spezzatino” dell’unica, consolidata, industria a controllo pubblico italiana, gli si deve dare credito. Profumo, ex McKensey, dirigente e amministratore di banche, gradito ad una parte del mondo che conta (e molto meno all’altra parte), è stato nominato per spacchettare Leonardo ex Finmeccanica. Per fare cassa o per cedere Know How altamente pregiato alle imprese concorrenti? A fronte di quale contropartita? E se così fosse, essendo Profumo, nella visione del Fatto, un manager indicato da Renzi, quale sarebbe la strategia di Renzi, rispetto al più ampio scenario in cui si dovrebbe inserire lo “spezzatino” di Leonardo?

Profumo
Profumo

Non abbiamo tutti gli elementi che servono per esprimere un’opinione (evitando l’illazione), quindi, al momento, ci fermiamo qui. Notando, però, che Profumo ha accettato la nomina a condizione che gli venga affiancato un direttore generale di settore, in altri termini qualcuno che sappia quello che sa Moretti, o quasi. Non se ne trovano molti a disposizione, affidabili e preparati.

Ricordiamo che l’impresa ha passato anni burrascosi prima che arrivasse Moretti. Che ha migliorato, contro ogni aspettativa (e magari qualche speranza), i conti aziendali e ragionevolmente, in un’ottica di tutela della ricchezza e della difesa nazionale, si aspettava la conferma. Tra poco su Profumo si spegneranno i riflettori. In Italia succede sempre così. Il bilancio della sua gestione si potrà fare tra qualche mese, anche se nel frattempo lui non starà con le mani in mano. Non è nel suo stile. Per fare cosa, si vedrà.

 

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