Finanza malata


Non esiste un piano di ripresa dell’economia. Lo abbiamo scritto mesi fa, subito dopo il primo lockdown, e abbiamo aggiunto che, in base alle evidenze, il governo progettava il default del paese, non la ripresa.

I fatti ci hanno dato ragione. Ed è seguita l’intendenza, fatta di opposizione urlata, ma priva di argomenti e di proposte utili, e di scienziati dell’economia, che descrivono i sintomi, ma non prescrivono la terapia e non si sottopongono al controllo dei risultati.

Ora, tutti si affollano al capezzale dell’Italia malata per mettere le mani almeno su un pezzetto di Ricovery Plan. Senza costrutto e senza prospettive, perché è mancata l’analisi e mancano i correttivi. Il paese è stato mandato a sbattere per decenni, perché il percorso dovrebbe essere più agevole, se non vengono rimossi gli ostacoli?

Quasi tutti lamentano il malfunzionamento della Pubblica Amministrazione, che durante il lockdown ha dato il peggio di sé. Pagata come sempre, ancora più inefficiente, nella migliore delle ipotesi. Quindi, serve la digitalizzazione. Come se l’introduzione di uno strumento di alta tecnologia in una fabbrica in dissesto, con azionisti, manager, quadri e operai incapaci, inquinata da periodici episodi di sabotaggio, potesse fare il miracolo.

La chiave di volta del sistema paese è, sì, nel cambio di passo e nel ricambio del ceto dirigente, ma soprattutto nel controllo, da parte di entità indipendenti, che abbiano l’ascolto dovuto e propongano i correttivi necessari, e magari di un’opinione pubblica attenta e informata.

Non si può pretendere l’attenzione di chi non te la vuole dare, ma si può pretendere che l’informazione venga data, perché qualcuno che voglia fare, nell’ambito del sistema, viene sempre fuori. Mentre ora il sistema è strutturato in senso opposto. E la polvere continua ad essere spazzata sotto il tappeto. Da tutti, sempre.

Abbiamo segnalato, con dovizia di prove, che il ganglio marcescente dell’economia è la finanza. In teoria, molti sono d’accordo. In pratica, l’andazzo è inarrestabile. E coinvolge tutti i protagonisti, autorità e operatori.

Torneremo a breve sull’argomento per raccontare una parte inedita della storia di Mediobanca, mito del settore bancario e finanziario dal dopoguerra alla fine degli anni 90. Per dire che non è tutt’oro quel che luccica.       

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